Sfide

09/05/2008 - 01:17

Uno dei pochi aspetti positivi degli orari malsani che scandiscono la mia vita in questo periodo è che può addirittura capitare di vedere in televisione – a cena - qualcosa di bello. Per esempio, una puntata di Sfide dedicata a Giles Villenueve, ventisei anni dopo la sua tragica scomparsa.

Una trasmissione equilibrata, poetica, con le musiche giuste, non un'intervista o un'opinione fuori posto. Una fedeltà rara al racconto delle emozioni. E confesso che a me vengono le lacrime agli occhi a rivedere Villenueve che guida durante il GP di Montreal del 1981 sotto la pioggia battente senza il muso e l'alettone anteriore. Ed il giornalista suggerisce che forse mentre sbandava ad ogni curva gli saranno tornate in mente le scorribande sulle slitte trainate dai cani della sua infanzia...

Forse è solo una fantasia del giornalista, ma che meraviglia questa presenza d'animo, in un momento in cui tutto quello che sai non serve a niente, eppure l'istinto ti guida verso imprese inimmaginabili...

Michele, da Napoli.


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