Archivio Maggio 2008

Grandi pensieri...

29/05/2008 - 01:04

E' qualche giorno che mi rimbalza in testa uno strano quesito...se sia prerogativa dei grandi uomini la capacità di appassionarsi da un'unica cosa per tutta la vita, ovvero quella di coltivare e saper gioire di più passioni diverse...
Ai bloggers l'ardua sentenza.

Michele, da Napoli.

Per intenditori...

24/05/2008 - 11:55


Bellissima. Presa da qui.

Michele, da Napoli.

Solidarietà

24/05/2008 - 11:52

...in fondo si tratta pur sempre di un collega...

Michele, da Napoli.

Sfide

09/05/2008 - 01:17

Uno dei pochi aspetti positivi degli orari malsani che scandiscono la mia vita in questo periodo è che può addirittura capitare di vedere in televisione – a cena - qualcosa di bello. Per esempio, una puntata di Sfide dedicata a Giles Villenueve, ventisei anni dopo la sua tragica scomparsa.

Una trasmissione equilibrata, poetica, con le musiche giuste, non un'intervista o un'opinione fuori posto. Una fedeltà rara al racconto delle emozioni. E confesso che a me vengono le lacrime agli occhi a rivedere Villenueve che guida durante il GP di Montreal del 1981 sotto la pioggia battente senza il muso e l'alettone anteriore. Ed il giornalista suggerisce che forse mentre sbandava ad ogni curva gli saranno tornate in mente le scorribande sulle slitte trainate dai cani della sua infanzia...

Forse è solo una fantasia del giornalista, ma che meraviglia questa presenza d'animo, in un momento in cui tutto quello che sai non serve a niente, eppure l'istinto ti guida verso imprese inimmaginabili...

Michele, da Napoli.


Notturno Domenicale

04/05/2008 - 00:13

Avevo tempo, e non mi capitava da un po', e mi sono dedicato a mettere ordine. Ho riaperto -non senza fatica- certi cassetti che nemmeno ricordavo di aver riempito.

Tra tante cianfrusaglie ho ritrovato un tuo biglietto. Nove anni fa, giorno più giorno meno. Ne avevo un ricordo vivissimo, ma certo una prova materiale è una prova: un biglietto è qualcosa che puoi girarti tra le dita, guardare da sopra, da sotto, annusare persino.

La tua grafia inconfondibile. Eri il capo dell'equipaggio, e scrivevi al Capitano. Col tuo stile, essenziale e senza fronzoli. Nessuna frase sdolcinata copiata da qualche cioccolatino. Una data, una citazione. C'è la tua firma certo, ma non era necessaria a farti riconoscere.

Che lungo brivido a sfiorare il biglietto con le mani. E che tristezza a non poter alzare la cornetta, a non poter ricordare insieme, a non poter raccontare, a non poter ascoltarti.


Michele, da Napoli.