Archivio Dicembre 2007

Raro esempio di instant-post

07/12/2007 - 00:46

Sto casualmente guardando una puntata del Maurizio Costanzo Show. C'è un tizio precario, che non ho sentito parlare ma credo, dall'aspetto, che sia un aspirante ricercatore che si lamenta delle difficoltà della vita da precario, della fuga dei cervelli, dei bamboccioni et cetera. Ho sentito invece il commento successivo, da parte di Versace-il-fratello, che "con un lungo giro di parole" gli ha fatto capire che se faceva il sarto o il modellista era meglio: si sistemava prima e guadagnava anche di più. Un capolavoro di psicologia diplomatica. Qualcuno dovrebbe fare presente al dotto opinionista che anche nel settore della pastorizia c'è oggidì qualche prospettiva occupazionale e che magari un pensierino potrebbe farcelo...

Gli chiedono se può dare qualche informazione praticamente utile ad un aspirante sarto o modellista, visto che ne straparla a sproposito da un quarto d'ora. Farfuglia. Non ricorda.

Un ignoto pagnoncelli sondaggista dimostra inequivocabilmente che i giovani sono contemporaneamente demotivati e ambiziosi, freddi e emotivi, comunicativi e asociali. A pensarci bene anche in agricoltura ci sarebbe ancora qualche spazio...

Vado a nanna.

Michele, da Napoli.

Nomination per il premio Scania 2007

07/12/2007 - 00:41

Questo mese ho percorso in auto un po' più di 5200 chilometri. Ad una velocità media di 44 km/h, stando al computerino di bordo. Il che vuol dire 120 ore di viaggio complessive, ossia 4 al giorno.

Poteva andare peggio ? Si, ma poteva anche andar meglio. E' andata così.

Michele, da Napoli.

Stranezze

05/12/2007 - 22:57

Quanto tempo devoluto al dovere ! Obblighi sociali, di ruolo, logistici, accidenti vari. Quante rinunce al volere, e non parliamo del piacere !

Che paradosso: ore e ore in macchina e pochi minuti per gli amici, per i familiari, per distrarsi e rilassarsi. E' uno di quei tanti fenomeni che osservo e che non so spiegare a fondo. eppure stanno lì, accadono.

E ovviamente, se io a stento me ne faccio una ragione, è arduo pretendere o auspicare che il resto del mondo, seppure se ne accorge, capisca quanto la situazione sia complicata...

MIchele, da Napoli.

Mutos

02/12/2007 - 12:06

Da un'intervista radiofonica a Vinicio Capossela:

"La cicala, dopo aver tirato avanti indolente tutta l'estate, la primavera e anche l'autunno, una volta arrivato l'inverno, con i lunghi arti ghiacciati, si presentò dalla formica chiedendo qualcosa da mangiare. Quando la formica indispettita le chiese perché non avesse cibo, la povera rispose: "Ho cantato tutta l'estate". "Ah sì - sentenziò allora la formica - se prima hai cantato, adesso balla!". Ciò che fa riflettere in questa favola è la spietatezza della formica..."

Manco a farlo apposta, il giorno successivo a quello in cui mi sono imbattuto in questo frammento di intervista (spinto dal ricordo di averla ascoltata qualche tempo prima), mi trovo a sentir di nuovo parlare della storia della cicala e della formica. "Fabula docet" che l'impegno quotidiano della formica viene premiato con la sopravvivenza all'inverno. Ovviamente, chi ne ha sentito/letto la versione di Capossela non può che rimanere atterrito dal cinismo della formica, che ci immaginiamo pronunciare la sua ultima battuta nell'attimo esatto in cui sbatte la porta della sua tana-formicaio. Ma non è solo questo il punto.
Si parla di impegno, l'impegno della formica, la formica laboriosa. E nella mia mente a queste parole ne fa eco un'altra, ed è un'eco che prima mi sembra del tutto naturale, e poi completamente stonata: responsabilità.

Michele, da Napoli.