Archivio Settembre 2006

Ho visto...

15/09/2006 - 12:24

Assegnare lo stesso tempo ad un genio e ad un cazzone.
Il mio ego gonfiarsi a mò di palloncino, salire fino al soffito per complimenti che non portano incrementi di pane alla mia tavola, né una qualche sicurezza in più per il mio futuro.

Bambini guardare i loro calzini con più curiosità di quella con cui io ho rivisto Roma.

Zingari suonare la musica più allegra del mondo con la faccia più triste dell’universo.

Un amico che si sposerà. Un uomo che non sta più nella pelle. Un futuro padre chiamare una futura madre e la loro futura casa. Il loro coraggio, la loro voglia di stare insieme, e fanculo al mondo, fanculo a “i miei spazi, la mia vita, il mio equilibrio”.

 

Seduto in attesa a Piazza di Spagna, in una camicia troppo bella per l'occasione, ho visto un rimorchio da manuale. Stile "doppia coppia": Due amici e due amiche. Merito - o colpa - di un gruppo di scout catto-teutonici con chitarra d'ordinanza al seguito, che li aiutano inconsapevolmente ad attaccare bottone.
E ne ammiro, in fondo, il rozzo coraggio, disprezzando certo tutto il resto. L'averci creduto. L'averci provato. A pochi metri dalla stanza dove John Keats è morto  di tubercolosi.

Francesco e Michele, da Roma.

Dall'album estivo delle fotografie non scattate - 2

15/09/2006 - 12:22

Cefalonia. Cerchiamo casa da alcune ore senza successo alcuno quando un cartello in italiano incerto annuncia un appartamento che si fitta. Accanto al cartello, una altrettanto incerta casetta a due piani adagiata sulla ripida scarpata a destra della strada. Busso alla porta e chiedo. Ne esce un sonnolento panzone cui chiedo del cartello. Annuisce e mi fa cenno di seguirlo. l'appartamento è in realtà un tugurio, rivestito di pessimo legno, con un fornello arrugginito attaccato alla bombola del gas. Il panzone proprietario mi risponde con un pizzico di orgoglio e quasi sdegno quando gli chiedo dove sia la doccia, indicandoni un tubo arrotolato in un angolo del bagno. Ad altezza cane. Si sorprende di meno quando al mio rifiuto di prendere l'appartamento, mentre io già penso al seguito della ricerca.

Molte volte nei giorni seguenti ho ripercorso quella stessa strada, senza mai più riuscire a trovarne traccia, nemmeno prestandovi attenzione, del cartello, della casa e del panzone. Quasi come se il tutto si fosse autodistrutto con il mio rifiuto. Ammesso che sia mai esistito.

Ed è per questo che non ho potuto fotografarlo.

Michele, da Napoli.

Carta

11/09/2006 - 12:00

Valentino