Archivio Dicembre 2005

Imparare è un'esperienza; tutto il resto è solo informazione.

26/12/2005 - 11:53

Mi ritengo eccezionalmente fortunato per aver incontrato nella mia vita i maestri giusti. Nelle sedi canoniche (la famiglia, la scuola, l'università, la musica) e in quelle "eccentriche", cioè quelle in cui mai penseresti di poter imparare qualcosa. Imparare ti eleva, ti rende diverso, ti conduce ad approdi insperati.
E' qualcosa di illuminante.
Dicevo che mi sento fortunato, sotto questo aspetto, per aver piuttosto spesso provato tale sensazione. E non certo solo per merito mio...oggi mi capita spesso di stare dall'altra parte della cattedra, col gesso in mano e un centinaio di facce davanti. Coi loro telefonini di ordinanza, le unghie civettuole, le espressioni improbabili. Sento il peso e la responsabilità di impegnarmi per far sì che "imparino". Ma il mondo sembra remare contro: gli orari compressi, la fretta, la naturale fallibiltà del docente umano non lasciano scampo. A distanza di pochi anni, l'Università non sembra più un posto dove si insegna e si impara, dove si alimenta la catena del sapere, della cultura, ma un ufficio, una banca, uno sportello dove - a patto di permanere in fila nei banchi (ma pur sempre in fila) un tempo sufficientemente lungo - si ritira finalmente una cartellina di ricevute e così sia...avendo appreso al più quello che si potrebbe trovar scitto  in un buon articolo di giornale.
Ho paura che stiamo privando i nostri giovani dei piaceri dell'apprendimento e della conoscenza. Vedo la Babele delle informazioni date a vanvera, e spero che chi ha il potere di cambiare possa trovare il coraggio di provarci fino in fondo.

Il tema di questo post mi è stato suggerito da Francesco, che ringrazio ancora e a cui auguro, in modo particolare,  un ottimo Natale e un superbo anno a venire.

Michele, da Napoli.