Archivio Agosto 2005

Intuizione

22/08/2005 - 09:40

Aprire un negozio di scarpe a New York per vendere scarpe a Roma.


Michele, da New York.

Sorpresa

20/08/2005 - 15:39


Del tutto inconsapevolmente, mi sono ritrovato a pranzare in un ristorante chiamato "Penthouse". Con sommo disappunto ho tuttavia constatato che le cameriere servivano rigorosamente vestite.

Michele, da Niagara.

Una giornata a New York

19/08/2005 - 21:12

Dice Calvino che le città sono specchi al contrario, cpechè ci mostrano come non siamo, mentre ci spiegano come sono gli altri.
E camminando per New York mi sento decisamente Europeo. Come mai mi era capitato calcando i suoli del Vecchio Continente.
Il fatto è che non sono abituato agli spazi di Manhattan, che pure non mi risultano del tutto estranei per la familiarità acquisita mediante anni di film e telefilm.
Difficile dire qualcosa su Ground Zero.

Michele, da New York

La notte di Torrepaduli

19/08/2005 - 20:30

"Missione antropologica" la definisco io, quando ci mettiamo in macchina alle due del mattino per la festa di S. Rocco a Torrepaduli. Si va per ballare, ci spiega Simona con rigore ortodosso. E si balla la pizzica sotto il segno della Taranta, naturalmente nelle "ronde" giuste. Spettacolo poderose ed affascinante.
Al mattino sembra Woodstock, però. Fa strano, non posso nasconderlo. E per far iniziare la messa delle 5 del mattino i carabinieri devono sfollare i tarantati dal sagrato. Cioè la Taranta è in antagonismo con la sacralità, a tratti peraltro pagana, dell'occasione. Il che mi fa ancora più strano.
Mi chiedo guidando verso casa, se debba andare per forza così. Se c'è una spiegazione del fatto che le tradizioni popolari (per carità, non lo chiamiamo "folklore") siano così "di sinistra". Non ne faccio una questione politica, per amor del Cielo. Figurarsi! La questione è puramente culturale-filosofica. Anzi, la curiosità nasce proprio dalla "candida" riflessione che le tradizioni popolari non dovrebbero appartenere solo alla cultura di destra o solo a quella di sinistra.
Casi della vita. Trovo una possibile risposta il giorno dopo, nel libro che sto leggendo ("Lo scherzo")...Kundera spiega come è andata in un'altra epoca ('40 - '50) e in un altro posto. Provo a ripetere: la tradizione musicale popolare, è per i rivoluzionari comunisti, antitetica alla tradizione che culmina nella musica Jazz. E' noto che nella seconda metà del secolo scorso entrambe alimentano la musica classica colta con spunti e suggestioni piuttosto corpose. Tuttavia la musica di massa subisce molto di più l'influenza della musica nera. Che è vista come musica individuale, e quindi nell'ottica rivoluzionaria potenzialmente incline al capitalismo, laddove quella popolare è "collettiva" ...e pertanto quest'ultima riceve le attenzioni e le energie spirituali e materiali dei comunisti.
A chi appena conosce quali siano le origini del Jazz e della musica nera in genere una tale analisi potrà facilmente apparire risibile, ma il fatto che si parli in realtà dell'influenza del Jazz sulla musica di massa e non direttamente del Jazz rende la questione, a mio dire, molto più sottile ed interessante.
Non so quale sia l'opinione di Kundera sull'argomento, al di là di quella dei suoi personaggi...ma la coincidenza mi ha davvero stimolato alla riflessione. Urgono altri pareri.
Insomma...perchè a Torrepaduli non c'era nemmeno un estremista di destra ?

Michele, da New York.

Si parte

07/08/2005 - 23:32

In un commento di qualche giorno fa, Adry mi chiedeva quando sarei andato in quel di Lecce. Ebbene, domattina io e Fabiana mettiamo prua verso il Salento, ospiti proprio di Francesco ed Adriana. Che prima ancora del nostro arrivo si sono già dimostrati ospiti squisiti !!! Non vedo l'ora !

Michele, da Napoli.