Archivio Giugno 2005

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17/06/2005 - 14:53

Qualche giorno fa, un (a me) ignoto giornalista di una rete telvisiva nazionale commentava - a proposito della attuale posizione politica di Francesco Rutelli - dicendo, pressappoco:

"è ancora in attesa di esigere i crediti che gli spettano per la presa di posizione sul referendum, che - contro tutte le aspettative - si è rivelata vincente".

Ora, mi dispiace che la citazione non sia letterale, ma purtroppo non avevo la macchina del tempo portata di mano e non ho potuto registrare tale acuta analisi politica, e mi dispiace ancor di più non sapere il nome di tale filosofo della politica, così che mi tocca accontentarmi di sperare che questo tale giornalista capiti tra queste pagine per sbaglio...tuttavia non posso esimermi dall'esprimere uno sdegnoso commento, non tanto sulla singola frase, quanto sulla logica che ne è alla base: il referendum non come espressione della propria coscienza, ma come quiz. Come tutti i quiz che si rispettano (a quando Mike Bongiorno al Quirinale ?) con una "risposta" giusta e una sbagliata, e dei crediti da vincere o da perdere.

Il mai troppo compianto Gaber sul referendum diceva qualcosa del genere: "se vuoi dire si, devi votare no. Se vuoi dire no, devi votare si. In ogni caso, hai il cinquanta percento di probabilità!!! "

Michele, da Napoli.