Archivio Febbraio 2005

Sandwich man

03/02/2005 - 11:15

Riprendo i miei commenti sulle canzoni dell'ultimo disco di Paolo Conte. Il brano in questione racconta, in prima persona, la storia di un uomo cartellone che pubblicizza i film del momento. Un riferimento esplicito ad un passato prossimo, ma soprattutto ad un tema assai caro al cantautore astigiano: il cinema. Basta ricordare "Un fachiro al cinema" e le numerose citazioni al mondo della celluloide sparse qua e là nelle sue canzoni. Il cinema che, come lo stesso Conte ha ricordato in una memorabile intervista con Vincenzo Mollica, rappresentava negli anni della sua giovinezza uno dei principali mezzi d'informazione, e soprattutto la fonte primaria degli stimoli e dei sogni di una civiltà sicuramente più sofisticata dell'Italia del dopoguerra. La coscienza del cartellone vivente ribolle dell'amore e dell'azione visti sullo schermo, o forse -più realisticamente- solo immaginati a partire da una locandina, dal nome di un attore o di un regista....chiara la sua predilezione - certo maschilistica - per il secondo rispetto al primo.
Giustamente Curzio Maltese nota che la canzone non racconta una storia attuale; ma è del tutto vero ? Non viviamo anche noi in un mondo "caricato di immagini", non tendiamo anche noi a sentire, talvolta desiderare, che la nostra vita "sta diventando un film" ?

Michele, da Napoli.

La vera storia di Pasquale Tecchio (solo per napoletani...)

03/02/2005 - 10:44

Un divertente esempio di omonimia.

Michele, da Napoli.

Che vergogna...

02/02/2005 - 13:42

...sono passate altre due settimane nelle quali non sono riuscito ad aggiornare il Blog. Troppi pensieri, troppa turbolenza (non solo metaforica), troppo tutto. Il mio tempo libero spartito ai dadi come le vesti di Nostro Signore, e mai in tutto questo tempo i cinque minuti cinque necessari per fermarsi a buttar giù quattro righe. Su cosa, poi ? Sulla malinconia della precarietà realizzata ? Sul triste destino del nostro Paese ? Sul fatto che, per chi ha la fama di essere uno che agli altri dà molto, è sempre troppo difficile e improbabile ricevere qualcosa in cambio ? Sul fatto che si vendano i vestiti a rate (e pensare che Guccini dichiarava il divin decesso già per le automobili rateizzate...) ?

Michele, da Napoli.