Archivio Settembre 2004

Mogol, Battisti

29/09/2004 - 15:28

 

Seduto in quel caffè
io non pensavo a te.
Guardavo il mondo che
girava intorno a me.
Poi d'improvviso lei sorrise
e ancora prima di capire
mi trovai sottobraccio a lei
stretto come se
non ci fosse che lei.

Vedevo solo lei
e non pensavo a te.
E tutta la città
correva incontro a noi.
Il buio ci trovò vicini
un ristorante e poi
di corsa a ballar sottobraccio a lei
stretto verso casa abbracciato a lei
quasi come se non ci fosse che,
quasi come se non ci fosse che lei.

Mi son svegliato e
e sto pensando a te...
Ricordo solo che,
che ieri non eri con me.
Il sole ha cancellato tutto
di colpo volo giù dal letto
e corro lì al telefono
e parlo, rido e tu,
tu non sai perché,
t'amo, t'amo e tu,
tu non sai perché...
parlo, rido e tu,
tu non sai perché...




Scatafascio

26/09/2004 - 12:40

Ho appreso che taluni organizzano viaggi-di-approfondimento/viaggi-culturali/pellegrinaggi dopo aver ricevuto una illuminazione mistica durante la lettura de "Il Codice Da Vinci".

Michele, da Napoli.

Salmon, mon amour.

24/09/2004 - 17:24

Basta con lo snobismo...si va da IKEA !
E lo si fa nel giorno peggiore, domenica pomeriggio; all'ora peggiore, per giunta: dopo le 18. Così da avere anche l'assillo del tempo che ti manca mentre ti aggiri in quello scatolone immenso...
Arriviamo, e già questo è complicato: percorsi labirintici, inettitudine personale, avversione alle strade rapide e giuste.
Quando parcheggiamo ad un chilometro dall'ingresso non ci sembra vero di essere arrivati...
Adocchio subito quei carrelli bassi con le due maniglie blu, per il trasporto degli scatoloni...starebbero proprio bene in laboratorio...e qui sono abbandonati al loro triste destino, alle intermperie...chissà se almeno uno entra nella mia macchina...
Con questi pensieri comincio il viaggio in questo girone infernale...mobili ovunque, e gente ancora di più...va bene, è vero: me la sono cercata. Ma meglio che sia esperimento sociologico fino in fondo !
In una stanza di ufficio incontro un personaggio che con non poca fatica riconosco essere il mio bancario: per una volta non in un sobrio completo con tanto di cravatta, ma in un'insolita tenuta da guru new age...su tutto trionfa una casacca di lino con perline...mi pizzico la faccia per convincermi che non sia una visione, e poi lo saluto...
Sono un visionario: mentre passo dai bagni alle cucine penso a professioni generate dal nulla, dall'indotto di IKEA,  come il fornitore di indicazioni stradali, a gruppi di persone che si danno appuntamento da IKEA invece che in piazza, poi ad un mondo in cui tutte le case hanno mobili IKEA...poi arrivo al delirio delle casse, fiumi di pacchi verso le auto e fiumi di soldi verso non-so-dove. Non riesco ad andarmene senza aver comprato un oggetto inutile nella sostanza, ma assai carino, ad un prezzo più che ragionevole, e delle pile mini-stilo economicissime, forse perchè all'olio di salmone.
Nel parcheggio, prima di accendere un motore, un ultimo sguardo languido al carrellino dei miei sogni, abbandonato in mezzo al piazzale. Vorrei, non vorrei: in fondo sarebbe una ricompensa adeguata. Decido per il no. Nel piazzale vuoto, sotto l'insegna gigantesca mi sento troppo osservato.Bye IKEA.

Michele, da Napoli.

Esperimento

21/09/2004 - 18:46

Ricevuto dallo zietto, e prontamente pubblicato.

Michele, da Napoli.

W internet

21/09/2004 - 18:44

Qui trovate il testo completo dell'intervista a M.M. di cui al post precedente. Auguri

Michele, da Napoli

Varie

14/09/2004 - 14:23

Molti mi canzonano benevolmente per una mia abitudine: leggere mentre mi lavo i denti. I più accorti obiettano che sono ben poche le letture che si prestano ad una frammentazione in pillole di tre-quattro minuti. Vero, devo ammettere... ma è anche una questione di abitudine: con un po' di allenamento ci si riesce quasi con tutto.
Oggi ho scoperto che su Vanity Fair, alla fine di ciascun articolo, è indicato il tempo medio di lettura. Così che si può scegliere l'articolo adatto al tempo che si ha a disposizione. Mi si è dischiuso un mondo ! Un'idea semplice e geniale: sembra fatta apposta per chi legge mentre si lava i denti...

Non perdete in questi giorni su Radio Capital l'intervista a Margaret Mazzantini. Mi ci sono imbattuto oggi per puro caso: ho sperato fino alla fine che qualcuno annunciasse il nome dell'imitatore/imitatrice di turno.
Invano. E' proprio così, sembra la sua imitazione (ammesso che qualcuno l'abbia mai fatta): una sequenza quasi interminabile di luoghi comuni da parrucchiera, pronunciati con una cadenza dialettale da pochi soldi e un lessico che mai si direbbe appartenere ad una scrittrice di libri venduti in milioni di copie in tutta Europa.
Poi qualcuno dovrebbe spiegarmi perchè le risulta impossibile completare una frase su un argomento qualsiasi senza nominare il buon marito Sergio Castellitto.
Due informazioni utili: i due coniugi Castellitto viaggiano sempre su aerei differenti, per proteggere i figli da eventuali incidenti (come pare faccia la famiglia reale Inglese), e che i loro tre figli hanno tuttti come secondo nome Contento/a (non Felice, perchè la felicità non esiste, come dice M.M....). Bah !!!
Mi pare ci siano tutti i motivi per confermare la mia ostinata resistenza a leggere un suo scritto...ma pare che non siamo rimasti in molti a pensarla così...

 

Può darsi che in settimana riesca a trovare il tempo e la voglia di raccontare della mia gita domenicale da Ikea...prossimamente, insomma...

Michele, da Napoli.

Trentini a Trento

10/09/2004 - 13:02

Il mio primo post a 4 mani con Francescus...
Cosa sia un post a quattro mani è ancora oggetto di dibattito scientifico appunto, e quindi questo mdestissimo contributo vuole costituire lo spunto per future sperimentazioni.
Il testo di questo post comparirà in forma pressochè identica sui due nostri blog, praticamente in contemporanea. A dispetto di un'apparente monoliticità, alcune delle frasi appartengono all'uno, altre all'altro, ma una generalizzata condivisione di opinioni sulla vita dovrebbe contribuire a rendere il tutto più o meno omogeneo.
siamo a trento, convegno nazionale di idraulica. Ritrovo di famiglia "mafiosa" a detta di qualcuno.. e non a torto... cmq... è stata l'occasione di rivedere i miei colleghi, e quindi mikele.
Postumi di una sbornia colossale...a noi idraulici non piace portare il lavoro a casa, e quindi dalla chiusura dei lavori in poi si va avanti rigorosamente ad alcolici e derivati.
E infatti iri sera, il comitato magnanimo ha offerto una cena alla cantina Rotari...parecchio vinello buono... allegria e "funzioni di rappresentanza" assieme...il Decano "sir L.D." che prende la parola per ringraziare e bla bla bla... meno male che c'erano i giovani ( i futuri precari.. che di soldi ne vedono e ne vedranno poco... ma in quanto a belle speranze e allegria.. se la sentono sucare.. in barba a tutti)
Bloggare en plein air, come i pittori di un tempo, appollaiati su un'aiuola in collegamento wi-fi. Un'aiuola che è un'utopia, un'isola irraggiungibile visto che il cartello dice di non calpestarla. Ma intanto nel bel mezzo ci hanno messo un tavolo, le sedie e una bella tenda da festa inglese di fine ottocento. Il rigore asburgico stemperato dal gusto del paradosso italiano, e interpretato da noi nord-africani con sublime ironia.
Per l'appunto.. Nord-africani... ma ci ho pensato molto seriamente.. perchè non ripristinare il regno delle 2 sicilie??... giusto per ritrovarsi tra gente genuinamente simile... ok... i napoletani e i palermitani sono una cosa...BEN diversa da trentini, milanesi e affini!! Ieri sera Valerio parlava di camorra a 2 milanesi.. che ascoltavano come bambini di fronte a una favola...a nulla vale il tentativo - pietoso - fatto dai trentini per acquisire una parvenza di mediterraneità: importare più o meno clandestinamente alcuni nuclei familiari di questuanti e venditori di rose ai tavoli dei ristoranti al grido di: "solo due euro,signore!"
Francesco
Michele, da Trento.

Rientro

02/09/2004 - 11:56

Ho svolto la traccia indicata nel mio ultimo post con un integralismo che non mi è generalmente consono. In tutto il mese appena concluso non ho MAI aggiorato il blog.
Non ho cercato esplicitamente di creare delle occasioni per farlo. In un paio di casi ne ho avuto materialmente la possibilità, ma ho preferito - per molti motivi - dare anche a "lui" un po' di vacatio.

Il mio telefonino cambia sfondo ogni mese. Ieri mattina, per un attimo, mi ha sorpreso vedere il logo nuovo, metafora di inizio di un nuovo anno lavorativo. Mi ha stupito nonostante la prima sveglia fosse suonata, nonostante avessi già da qualche giorno ricominciato, seppur blandamente, a lavorare; mi ha stupito perchè non arrivo mai preparato al primo settembre.

Questo mese mi ha mostrato come l'uomo può volare alto e basso, così in alto da staccarsi dal tempo e dallo spazio, e così in basso da segnare la terra come il più rudimentale degli aratri.
Mi sono esaltato davanti alle immagini degli olimpionici impegnati a giocarsi il destino all'ultima freccia o all'ultimo passo di corsa. Mi sono dannato per l'insana competizione del terrore a conquistare le prime pagine dei giornali, a punire gli innocenti, a imbacuccare i colpevoli negli studi televisivi.

Vorrei poter scrivere qualcosa di più su Baldoni. Non lo conoscevo affatto. Ne ho letto qualche biografia giornalistica, rimanendo assai colpito dal fatto che le righe che scorrevo raccontassero, così dense e variegate, la vita di una sola persona, nemmeno tanto anziana. Dinanzi a questa rara, particolare sensazione ho imparato a provare immenso rispetto.

Qualcuno ha trovato da ridire sulla deriva intimistico-crepuscolare che a volte i blog come questi intraprendono. Ferme restando le libertà dello scrittore e del lettore di selezionare e scegliere i contenuti, prima di fare ammenda aspetto che qualcuno mi suggerisca la direzione "giusta" da prendere: ma escludo a priori l'attivismo chomskiano, l'ideologia a tutti i costi, il misticismo, la speranza in altre vite, l'ingresso in politica...

Michele, da Napoli.