bloggando s'impara
Imparo molto spulciando tra gli indirizzi di provenienza di chi capita su questo blog. Non è una violazione della privacy, ci tengo a dirlo. E' un servizio offerto (solo sugli ultimi dieci visitatori) dal sito che mi fornisce il contatore di accessi.
Così ho scoperto che questo blog compare a chi ricerca con Google notizie sul Bar Mocambo, sugli Slivovitz a Napoli, e che addirittura qualcuno arriva da weblogs.com. Che è -per chi non lo sapesse- un archivio mondiale di indirizzi di blog. In genere, pubblicizzare testi di canzoni attira parecchi visitatori, specie se si tratta di canzoni recenti, magari ai primi posti della classifica.
Un gran bel gioco.![]()
Michele, da Napoli
Ventola
Che bello l'inusuale silenzio del mio studiolo all'università, questo venerdi pomeriggio. Talmente bello da farti dimenticare che in una bella giornata di maggio ci sarebbero tante cose migliori da fare, piuttosto che starsene seduti a leggere e a fare calcoli astrusi, a pensare e a scrivere sul blog. Nemmeno mi ero mai accorto che il mio computer vibrasse in maniera sommessa e quasi ritmica, ipnotica forse. Miracoli del venerdi pomeriggio.

Michele, da Napoli.
Cartolina
Sono strani i percorsi della notte, quelli che ti portano ad addormentarti con la tesi e svegliarti con l'antitesi.
Anche a questo penso in un fiacco pomeriggio di lavoro, cui sottraggo qualche minuto da dedicare a questo blog un po' abbandonato a se stesso, salvo le iniziative di pochi valorosi.
Vorrei scrivere di più, ma in questo periodo non ho voglia. Non mi piace passare per uno che si lamenta sempre.
Sopperisco con un'immagine.

Spiazzante, vero ?
Michele, da Napoli
Giochino
Avevo promesso, qualche giorno fa, un giochino non numerico per i (pochi) lettori di questo blog.
Si tratta di questo: una moda recente è quella dei pantaloni femminili con le scritte sul didietro. Bene, il gioco consiste nell'indicare la scritta (vera o presunta) più divertente. La fantasia degli stilisti ha già prodotto ottimi risultati, ma credo che con buona probabilità e un po' di umorismo si possa fare di meglio.
Il primo esempio lo faccio io: la parola è "MEZZO". Mi sembra divertente perchè una semplice permutazione vocalica rende il pantalone un oggetto autoreferenziale (tipo la frase: "questa è una frase")...poi perchè ne discende un'inquietante interpretazione dell'incipit della Divina Commedia, specialmente se si intende vita come termine anatomico...e mi fermo qui. Per inciso, trattasi di parola realmente osservata. Ma questo è secondario.
Michele, da Napoli.
Coerenza ossimorica, ovvero...ancora sugli ossimori
Un parere eccellente...
Progetto per una Facoltà di Irrilevanza(*) comparata.
Urbanistica tzigana
Enologia musulmana
Fonetica del film muto
Iconologia Braille
Istituzioni di rivoluzione
Lingue franco-germaniche
Lingue uralo-melnesiache
Linge ugro-romanze
Idrografia selenitica
Dinamica parmenidea
Statica eraclitea
Oceanografia tibetana
Microscopia siderale
Oftalmologia gastrica
Spartanica bizantiba
Istituzioni di devianza
Istituzioni di aristocratica di massa
Istituzioni di oligarchica popolare
Storia delle tradizioni innovative
Elementi di senescenza dei momenti aurorali
Dialettica tautologica
Eristica booleana.
Da “Il secondo diario minimo” di Umberto Eco, 1992
(*) L’edizione in mio possesso riporta, nell’indice, la dizione “Irrivelanza” in luogo di quella che compare nella pagina che ho qui trascritto. Non sono in grado di stabilire quale delle due sia quella corretta. Entrambe producono risultati sublimi. Personalmente, l’irrivelanza (termine cui solo un po’ di fantasia può attribuire il corretto significato) mi sembra dare maggiore pregnanza al tutto.
Michele, da Napoli.
Strade
La stradina sotto casa mia è in corso di ristrutturazione. Arredo urbano, pare che si dica così. In pratica, due architetti di emerita fama e adeguato onorario hanno deciso che il modo migliore per evitare che le macchine sostino con due ruote sul marciapiede e due sulla strada (già piccola di suo), è allargare il marciapiede. Così che una macchina ci sta sopra bella comoda. Fa niente se non resta spezio per i pedoni...
Polemica a parte, ieri mattina scendo di casa per una breve commissione. Due muratori con modi rozzi stavano appunto rimuovendo i basoli del marciapiede. Guardandoli pensavo a quante volte i miei piedi avevano calpestao quel basolo, proprio quello lì d'angolo, curvo e un po' imbarcato verso la strada, varco d'accesso per almeno metà delle mie avventure pedonali fin dall'età di 8 anni, credo.
Centinaia, forse migliaia di volte.
Mentre ero preso da tali romantici e nostalgici pensieri, un'aspirante sgualdrina forse sedicenne, in sella ad un motorino speretante, procedendo a tutta birra contro il senso di marcia, pervenendomi di soppiatto alle spalle, quasi mi accoppava. Per fortuna un riflesso fulmineo di entrambi evita il contatto e ci allontana, spero per sempre.
Le auguro una fulminea carriera adeguata alle sue aspirazioni.
Confesso di aver pensato che certe volte davvero si può morire per una stupidata. E sarebbe stato davvero un peccato. In particolare, non avrei rivisto Francescus ad ora di pranzo, e non avremmo rinvenuto insieme un esemplare, unico alla nostra memoria, di ascensore anti-entropico irreversibile. Ti porta dal piano terra ai piani alti, ma non viceversa. Strepitoso.
Michele, da Napoli.
Volgarità
"La volgarità consiste nel pretendere di essere ciò che non siamo." (N.G.Davila)
Giuseppe, da Napoli
Concorso per una cattedra in Ossimorologia
Un flash ossimorico mi balena in mente...dal seminario di cui si parla (incidentalmente) in questo post.
Ad un certo punto il relatore si sofferma sulle "Dimensioni qualitative"...
Meditate, gente, meditate.
Michele, da Napoli
Vita
Da pochi giorni sto leggendo "In margine ad un testo implicito" di Nicolàs Gòmez Dàvila. Molti dei suoi pensieri sono di grande profondità e occasione di riflessioni intense. Ho pensato di trascriverne alcuni di tanto in tanto.
"Vive la sua vita solo chi la osserva, la pensa e la dice; gli altri, è la vita che li vive"
Giuseppe, da Napoli


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