Slivovitz
Ieri ho finalmente assistito ad un concerto degli Slivovitz. Un gruppo musicale in cui suonano un paio di miei amici. Splendidi.
Le definizioni gli stanno strette: Tzigano-Folk, Etno-Funk, Etno-Folk, Ecleptic-Jazz…urge evidentemente un biografo ufficiale, o quasi…
Lo Slivovitz (o anche Sliwowitz) è invece un liquore a base di prugne: acquavite, in particolare. Forse imparentato con la famosa Prunella Ballon di fantozziana memoria (citata anche da Tommaso Labranca).
Dicevamo della musica degli Slivovitz: armonica con effetti, violino elettrico, fiati, batteria, basso e chitarra elettrica…uno strano melange che sa di Ungheria, Brasile, Napoli. Originalità pura.
Spero che un giorno se ne sentirà parlare. Magari potrebbero diventare la colonna sonora del nostro blog.
Prima del concerto, piccolo segno premonitore: passa Marco Zurzolo, sigaro fumante in bocca, alla guida di una carrozzina con bambino accluso...
Michele, da Napoli.
Il treno va...
Alcune sere fa aspettavo alla stazione l’arrivo del treno con i miei. In macchina, assediato da tossicodipendenti di ogni sesso e razza possibile. Desolante.
E Gianmaria Testa dice il vero…
”le donne nelle stazioni, tutte le donne, c’è sempre uno che le aspetta…”
Michele, da Napoli
Paolo Conte Senatore
Collaboro a modo mio alla virtuosa iniziativa promossa da Federico, con una poesiola che non esito a definire ignobile, facoltà concessami di diritto essendone l'autore.
La revisione metrica, che ne ha notevolmente nobilitato la forma, è opera di Fabiana, che ringrazio calorosamente.
L'idea -singola- che mi ha guidato è l'immagine dell'avvocato astigiano, coi suoi modi da nobile sognatore, catapultato da un giorno all'altro sui banchi del Senato...il resto è merito di un seminario assai noioso cui ho partecipato pochi giorni fa.
Paolo Conte Senatore
Fa certo gran scalpore
Che varchi un cantautore
Palazzo Madama
Non il Politeama.
Dai banchi v’è chi allude:
“Di certo è un uomo rude”
“Mi pare un tipo strambo”
“L’han visto al bar Mocambo”
Qualcuno lo saluta
E inizia la seduta.
La disputa si infiamma
Ma questo non è un dramma
Nei bar di Timbuctù
Si grida anche di più,
E nemmeno un gran baccano
Turbar può l’Aguaplano.
Qualcuno vuol dormir,
Lui pensa agli elisir.
Osserva i cicisbei
E invidia Hemingway.
Sgomento l’Avvocato
Osserva che il Senato
Durante una riunione
E’ peggio di un loggione.
Vorrebbe abbandonare,
Sul palco ritornare:
E’ meglio una canzone
Che un’ora in Commissione.
Ormai ha deciso
-Gli scappa anche un sorriso.
Sì chiede la parola:
Lo sguardo già sorvola.
“Egregi Senatori,
non mi s’addicono i rumori.
Io vado incontro all’Arte,
addio beghe di parte.
Sapete al fin che c’è ?
Sijmadicandhapajiee !“
Michele, da Napoli
Bizzarro
Non ho parole per definire questo sito tranne che e completamente bizzarro Mecca Donald's Happy Meal.
Valentino
Forse
Si, forse ha ragione Giuseppe, quando dice che ormai ci resta solo la dimensione degli orizzonti quotidiani, le stelle basse; e lo dice durante il nostro jogging serale, benedetto dalla brezza di collina in un’atmosfera anch’essa insolitamente crepuscolare. Lo aiuta il fatto di avere un mondo antico in cui sparire come in una macchina del tempo, a portata di mano.
O forse ha ragione Noam Chomsky, quando predica l’attivismo politico, purtroppo sembrandomi assai meno convincente che in altre occasioni.
Forse, ancora, ha ragione Curzio Maltese, quando afferma che le prossime elezioni faranno piazza pulita dell’attuale classe dirigente mondiale. Ingenuamente ottimista, mi sembra. Più di me, hic et nunc.
O forse ha ragione (ma sinceramente non credo proprio…) Roberto Calderoli, quando afferma (riprendo da un articolo di Repubblica):
"Con i terroristi non si tratta, i terroristi si eliminano. Per ogni giorno di prigionia dei nostri connazionali, 1000 islamici provenienti dai cosiddetti paesi canaglia siano sbattuti fuori e rimandati a casa".
Inciso: Calderoli è attulamente Vice-Presidente del Senato della Repubblica Italiana. Non aggiungo altro.
“E’ un mondo difficile”, diceva qualcuno non molto tempo fa, ignorando la portata di questa affermazione. Non ho ricette, né per me né per gli altri. Spesso mi sento sbandato rispetto al mondo, e inattuale; vorrei sapere che esista un posto dove vivere come si dovrebbe. Per ora, fingo.
Michele, da Napoli
La Bestia?
"C'è una grande bestia in liberta nel mondo degli uomini.
si è svegliata in tempi bui.
Per combattere un nemico terribile. Ha preso d'assalto l'europa,
il pacifico, e ha schiacciato sotto i suoi piedi il male che vi ha trovato.
Ma quando è uscita vincitrice, quando ha sconfitto la croce uncinata e il sol levante, i suoi custodi hanno scoperto che la grande bestia non voleva tornare a dormire.
La bestia ha molte teste, e su ognuna ci sono scritti dei nomi:
Lockheed, Bell, Monsanto, Dow, Grumman, Colt, e molti altri.
E sono tutte molto affamate. Cosi la grande bestia deve nutrirsi: e a ogni generazione
il nostro paese va in guerra per questo.
Una guerra fatta per fare la guerra, che potrebbe sempre esser evitata, ma ci deve essere sangue,in quantità straordinarie e che sia straniero o americano non ha alcun importanza
cosi oggi alla base di Valley Forge è arrivato il nostro turno
oggi sta a noi nutrire la bestia"
(da Born di Garth Ennis)
Valentino
Coordinate bancarie
A quanto emerge dalla lettura del mio ultimo estratto conto, costo troppo. Eppure, forse paradossalmente, non valgo certo un gran che. Diciamo che mi si compra con poco...
Michele, da Napoli
Status quo
Oggi mi sento grossomodo così:
Discanto
Di acqua e di respiro
di passi sparsi
di bocconi di vento
di lentezza
di incerto movimento
di precise parole si vive
di grande teatro
di oscure canzoni
di pronte guittezze si va avanti
di come fare
di come dire
di come fare a capire
di alti
di bassi
battiti del cuore
fasi della luna
e ritmi della terra
di intelligenza
di intermittenza
si vive di danze
di ballo sociale
di una promessa
di un faccia differente
di mediocri incontri
di bellezze
di profumi ardenti
di accidenti
rotolando si gira, si balla
si vive, si fa festa
quella, questa
si picchia forte col piede
nella danza
e si sbaglia il passo
si vive di fortune raccontate
e di viaggiare
e si cammina stanchi
è di lavoro
è opposizione
è corruzione
si vive di lenta costruzione
e di tempo che ci inchioda
e di diavoli al culo
di fianchi smorti
di fuochi desiderati
si vive di pane
di speranza di bere
un vino buono per l'estate
rotolando si vive
di discorsi leggeri
cori
di maschere notturne
canto e discanto
e giù divieti
e oli sulla pelle
e sorrisi di fantasmi
e fantasmi fotografati
e giù campane annuncianti
si vive di sguardi fermi
di risposte folgoranti
di lettere partite
che aspettiamo in cima al mistero
di essere così soli.Di questo si vive
e di tant'altro ancora
che inseguiamo come i cani
respirando dal naso
per finire invece
ancora sorridenti, ancora abbaianti
di un dolore a caso.(Ivano Fossati)
Michele, da Napoli
Un simpatico giochino
Me l'ha sottoposto un mio collega all'università...suona più o meno così: "Esiste un numero di dieci cifre tale che la prima cifra conta il numero di zeri presenti nel numero stesso, la seconda il numero di uno, la terza il numero di due e così via ? In caso affermativo, ne esiste più d'uno ?"
Io credo di avere la risposta, e quindi resto in attesa di scoprire il lato ludico tra i frequentatori dei questo blog...
Michele, da Napoli
Una proposta da parte di Federico
Era un commento, ma ho pensato che farne un post gli avrebbe dato maggiore visibilità.
Federico : Ho una proposta. Sosteniamo la campagna: Paolo Conte senatore a vita, per la serie "tutti ma non Mike Bongiorno" .
Slogan proposto: Un Conte al Senato (banalità degna di riviste tipo "Novella 2000").
Fatemi sapere il vostro parere che farò partire la mobilitatazione; scioperi, manifestazioni, sit-in e tutto ciò che sarà necessario, anche lo sciopero della fame che dopo Pasqua fa bene.
Ovviamente, dichiaro fin d'ora il mio pieno sostegno all'iniziativa, a mio avviso meritoria.
Michele, da Napoli
Venerdi sera
Recare danno a terzi col proprio divertimento deve procurare un sottile piacere, evidentemente.
Peraltro a me incomprensibile.
Non si spiega altrimenti il fatto che alle due di notte passate, mi trovo in un ingorgo di traffico mostruoso a poche centinaia di metri da casa mia.
Proprio nei pressi della scuola dove ho fatto il liceo. Un tragitto che a piedi non mi ha mai richiesto più di una mezza dozzina di minuti.
Sono stanco da una settimana di lavoro, e persino dallo svago del venerdi sera. Ma la ciurma dei bar sotto casa mia paralizza la circolazione, e non posso farci niente. Il sonno dilata le distanze, e avanzo a fatica, metro per metro tra le coupè parcheggiate con nonchalanche sui marciapiedi, natiche femminili variamente valorizzate, aitanti cavalieri in improbabile tenuta finto hip-hop. Vorrei avere con me una macchina fotografica. Aiuterebbe a restare svegli, almeno.
Il finestrino aperto, per combattere il sonno col fresco e col rumore.
Musica in sottofondo, Radio Capital.
Finalmente, dopo più di mezz'ora, l'incubo finisce. Apro la porta di casa, pregusto il cuscino, ma una sirena di antifurto non troppo lontanta mi passa in testa da un orecchio all'altro.
Uff !
Michele, da Napoli.


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