Alla ricerca della terza voce (perduta)
Questo post ha un unico destinatario: Bruno, detto Conio (noto anche con altre numerose e variegate denominazioni, non tutte adatte ad un pubblico adulto)!
Abbiamo da porti una semplice domanda:
<normal mode on> MA CHE FINE HAI FATTO ? <normal mode off>
<filth mode on> <self censoring on: level very high> S....Z', MA CHE S.....M' 'E FINE HA FATTO CHELLA CAP' 'E MM.....D' CA SI' ????? <filth mode off> <self censoring off>![]()
Pieni di ottimismo, ma solo limitatatmente pazienti, i tuoi amici e compagni di blog non perdono la speranza di (ri)vederti su queste pagine...![]()
Michele e Valentino
P.s.: <filth mode on> <self censoring on: level very high> LOTAMM' MUOVETE A SCRIVERE, SI NO .......CAPISC' A NOI! <filth mode off> <self censoring off>![]()
Appello
Un'idea di Tommaso Labranca che ritengo sia doveroso appoggiare in maniera incondizionata.
La trovate qui.
Michele, da Napoli
Il tunnel di una testa riccia
Questa canzone va molto di moda negli ultimi giorni. Non mi piace l'hip hop, e in genere se la sento alla radio cambio stazione. Ma per onestà intellettuale devo dire che il testo mi è abbastanza congeniale, anzi parecchio congeniale. E devo dire che le acrobazie linguistiche rasentano il livello dell'ultimo Capossela. Il che è un risultato di tutto rispetto.
Ciò detto, buona lettura !
Sono fuori dal tunnel del divertimento (x2). Quando esco di casa e mi annoio sono molto contento. Quando esco di casa e mi annoio sono molto più contento... Di te che spendi stipendi stipato in posti stupendi tra culi su cubi succubi di beat orrendi succhi brandy e ti stendi, dandy, non mi comprendi, senti, tu non ti offendi se ti dico che sei trendy, prendi me, per esempio, non mi stempio per un tempio del divertimento essendo amico di Baldan Bembo sono "un silenzio che può diventare musica" se rimo sghembo su qualsiasi tempo che sfrequenzo. Collaudo l'autoradio, nell'auto cauto resto faccia a faccia con una focaccia, altro che lauto pasto. Capomastro, con validi manovali ricostruisco gli argini di una giornata ai margini della disco e mi stupisco quando si uniscono al banchetto che imbastisco che dopo mischiano il brachetto e non capisco com'è che si finisce a parlare di Jeeg Robot e delle "Strade di San Francisco". Sono fuori dal tunnel del divertimento (x2). Quando esco di casa e mi annoio sono molto contento. Quando esco di casa e mi annoio sono molto più contento... Mi piace il cinema e parecchio, per questo mi chiamano vecchio, è da giovani spumarsi e laccarsi davanti allo specchio? Sono vecchio, punto, e prendo spunto dal tuo unto ciuffo, mi sento stretto come quando inchiappetto un puffo. "oooh, io odio Caparezza..." Sbuffo pensando a serate tipo del tipo "Che facciamo?" Io ho una Tipo di seconda mano che mi fa da pub, da disco e da divano, sono qua, come un allodola questo è il mio ramo. Io, immune al pattume della tv di costume, in volo senza piume in un volume di fumetti sotto il lume, non c'è paragone basta una birra in fermentazione e la tipa in fibrillazione per la nuova posizione. M'attizza la zizza piena, mi delizia la tizia oscena, ho fame, no problema se se mi sfizia la pizza a cena. Serate a tema ben accette, salame a fette spesse, vhs e se non bastasse su le casse. Sono fuori dal tunnel del divertimento (x2). Quando esco di casa e mi annoio sono molto contento. Quando esco di casa e mi annoio sono molto più contento... "Gli incontri, gli scontri, lo scambio di opinioni, persone che son fatte di nomi e di cognomi, venghino signori, che qui c'è il vino buono, le pagine del libro e le melodie del suono, si vive di ricordi, signori, e di giochi, di abbracci sinceri, di baci e di fuochi, di tutti i momenti, tristi e divertenti, e non di momenti tristemente divertenti." ...io lo vorrei rifare...
Michele, da Napoli
Visto il freddo che fa
Da molto tempo non posto un'immagine. Cerchiamo di rimediare.
Michele, da Napoli
Domenica sera
Non credo esista un luogo dove le uscite della domenica sera possano essere più stressanti di quanto accade a Napoli.
Ieri avevo un piano modesto e tranquillo: andare a vedere l'ultimo film di Verdone al cinema.
Mi presento al megamaxicinema, quello nuovo di cui si parla qui. Dove si dice che c'è un ampio parcheggio, c'è da intendere che il parcheggio non è altro che il marciapiede del grosso stradone di periferia dove sorge il multisala medesimo.
Insomma, dopo aver mazzettato il parcheggiatore, mi reco alla biglietteria confortato dal tabellone elettronico che riporta ancora 380 posti liberi: questo mi aiuta a sopravvivere alla fila che, in omaggio ai mie interessi di idraulica fluviale, assume una caratteristica configurazione "a delta".
Dopo qualche minuto arriva il mio turno, e mi si dice che non ci sono più posti liberi. Una rapida occhiata al tabellone, il cui contatore si è decrementato di appena dieci unità. La bigliettaia precede la mia legittima domanda: "eh no, ma quello il tabellone non è aggiornato". Impreco contro il responsabile del sistema informatico, e getto la spugna.
Cerco di consolarmi comprando un cesto di patatine al bar del cinema. Che, come compete ad un posto del genere, è una specie di enorme macchina mangia-soldi.
Non demordo, cambio cinema, riattraverso la città e alle 22,30 entro in sala. Film divertente. All'uscita è scesa una nebbia che non ricordo di aver mai visto prima ad appena pochi metri sul mare...il mio consueto tour della zona Napoli Nord è una specie di Camel Trophy...quando non vedi, pensare di poter schivare le buche è un sogno assolutamente proibito. Il santo protettore dei gommisti e dei meccanici deve godere di parecchio credito in questi tempi...
Ad ogni modo, poco dopo l'una di notte sono davanti al cancello di casa mia, dall'altra parte della città. Mi ritengo fortunato: questa volta il cancello non è sbarrato da un'automobile, ma solamente dalla rutoa posteriore di una moto custom giapponese parcheggiata al limite della decenza. Quanto basta per rendere la manovra di ingresso appena più semplice di un ammaraggio con un BOEING 747. Pensare che se il Comune non avesse autorizzato la costruzione di una pedana per ospitare i tavoli di un bar il problema non esisterebbe...
Mentre sto per esaurire le lingue in cui consoco le imprecazioni, un avventore del bar comincia a spostare la moto. Per fortuna, cerca di farsi bello agli occhi di tre ragazze, e finge di ignorare l'ernia inguinale incipiente...Morale della favola..all'una e tre quarti varco la soglia di casa con lo stomaco gonfio di bile al pensiero che la mia sveglia suonerà di lì a 5,30 ore...ma si può cominciare una settimana così ??
Michele, da Napoli
Riflessioni di un giovedi sera
Firme, matricole e codici di accesso sono la ben poco allegra declinazione della burocrazia che attanaglia le nostre giornate. Questa è una riflessione che volevo mettere sul blog, e l'ho appena fatto. Amen.
L'immenso Tommaso Labranca ha scoperto l'esistenza di Tele Akery. Conosce troppo poco la nostra regione per sapere che l'emittente in questione trasmette dal non proprio ridente paesino di Acerra. Il comune più povero e indebitato d'Italia secondo una statistica forse datata ma difficilmente smentibile. In ogni caso, voglio sottolineare la pietas nascosta nel gesto di sospendere le trasmissioni per lutto. Mi era già capitato di vedere la schermata di cui parla il nostro...ovviamente senza fotografarla.
Con l'occasione, porgo a T-La i miei auguri di buon compleanno. In spirito ero presente ai suoi festeggiamenti.
Questo post è un po' giù di tono. Mi sembra normale. Ho avuto una settimana stressante e stancante...fortunatamente si avvia a conclusione...
Michele, da Napoli
Varie ed eventuali
Oggi volevo scrivere del concerto di Bersani. Ma non sono dell'umore giusto, e quindi rimando...
Il fatto è che mi sono dimenticato di un appuntamento a cui tenevo. Anzi: ho fatto di peggio...ricordavo che l'appuntamento fosse due ore dopo la vera scadenza, e NON ho guardato l'agenda dove avevo minuziosamente annotato l'orario corretto. Mi capita spesso. Mi autoinduco false convinzioni, e il trauma con la realtà mi risulta poi insostenibile.
Infatti, ho lavorato male tutto il pomeriggio. Per il dispiacere.
Invidio le persone che riescono ad utilizzare le agende - in forma cartacea, elettronica o quant'altro - per più di dieci giorni dopo che ne sono venuti in possesso. Io proprio non ci riesco.
Michele, da Napoli
Viaggi e miraggi
Che Federico ne capisca di musica non è una scoperta di oggi. Talvolta è bello accorgersi di non essere soli al mondo. In un commento recente cita "Viaggi e miraggi" di De Gregori. E' una canzone ricca di spunti deliziosi e frasi che fanno riflettere, pur nella loro apparente immediatezza.
Qui c'è il testo, per chi non la conoscesse (purtroppo c'è anche un banner...).
Quanto alla memoria, alla sconfitta, e a tutto il resto, ritengo che metabolizzare il passato sia un processo molto lento. L'importante è non sentirsi in colpa quando la colpa è dell'immanenza, non vivere di rimorsi ma coltivare sapientemente i ricordi, superare dopo aver imparato. In fondo, credo che De Gregori voglia dire qualcosa del genere.
Michele, da Napoli
Concerti e sconcerti
Volevo andare al concerto di uno dei miei cantautori preferiti, Ivano Fossati. Ma non ho trovato i biglietti. Per consolarmi, e anche per tanti altri motivi, ho comprato quelli per il concerto di Samuele Bersani. E ci andrò stasera.
Tuttavia, come ulteriore gratificazione, mi porto da un paio di giorni nell'autoradio della macchina il cd di Fossati Dal Vivo Vol. 2. Quindi, se mi vedete cantare a squarciagola mentre guido, non vi preoccupate per la mia sanità mentale. Anzi, sappiate che l'effetto di queste canzoni su di me è altamente benefico.
Come quello di un caffè come si deve.
Mi carica di buon umore.
E mi aiuta a ricordare di essere vivo.
Naturalmente, posseggo anche il Vol. 1. Due dischi superbi. Non c'è molto altro da dire.
Michele, da Napoli
Per Mauro, e non solo
Il tuo commento, e la mia risposta, si sono persi a causa dell'upgrade della piattaforma html che ospita il blog. Chiaramente, io sono riuscito a leggerlo (altrimenti, come avrei potuto risponderti :-) ?). A beneficio degli altri: il buon Mauro constatava che sto scrivendo di meno, da quando sono rientrato a Napoli. Il che, statistiche alla mano, è innegabile.
Un po' dipende dal già citato aggiornamento software, che mi ha reso inaccessibile il blog per qualche giorno.
Un po' è lo stress da rientro, certo.
Poi ci sarebbe una questione -come dire- tematica: in questi giorni avrei voglia di scrivere solo delle cose che non mi piacciono. E forse alla lunga risulterei noioso.
Certo, esimersi dal citare la nuova carriera da conduttrice di Irene Pivetti è pressochè impossibile: l'ex terza carica istituzionale dello Stato Italiano che presenta una trasmissione dove la gente racconta la propria esperienza di chirurgia plastica con lo stesso stile con cui a Stranamore raccontava le vicende amorose, in tandem con una drag queen peraltro molto simpatica, il tutto sulla rete televisiva posseduta fino a poco fa dall'attuale Premier...beh, io credo che il tutto non sfigurerebbe in un libro di Stefano Benni.
Ma, con un tono che sta a metà tra minaccia e promessa, posso dire che conto a breve di ritornare ad essere prolifico come prima.
Michele, da Napoli
No, vi prego...
Per il vostro bene, leggete questo articolo. E ritoccate al ribasso le vostre personali quotazioni del genere umano. Come ho fatto io.
Michele, da Napoli
Una domanda
Mettendo un po' d’ordine tra le mie “carte” ho trovato questo vecchio appunto:
"Immagina di poter salvare una famiglia,
sacrificando una bambina, ma di dover spiegare la cosa alla bambina,
che cosa diresti?"
(da The Inhumans di Paul Jenkins).
Dopo averci pensato per alcuni giorni non ho una risposta.
Valentino
Rientro
Quello che massimamente mi provoca fastidio è vedere certe persone condurre certe automobili, e percorrere con esse certe strade, ma solo e rigorosamente in certi orari.
Fatalità vuole che gli ingorghi che così si alimentano inghiottano persone innocenti, persone dai pensieri incerti. Tra cui il sottoscritto.
Michele, da Napoli


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