Sogni
Stanotte ho sognato di luoghi collocati in uno spazio indefinito tra Napoli e Louvain.
Michele, da Napoli
Distanza zero
In certe situazioni, solo ai grandi scrittori è concesso di riuscire a trovare le parole adeguate ai propri sentimenti.
Tutti gli altri si devono accontentare di quella percezione delle parole come contenitori vuoti, rispetto alla pienezza delle sensazioni e delle idee, dei pensieri.
Questo mediocre preambolo prima di rivolgermi ai veri destinatari di questo post, i miei amici a Louvain La Neuve.
Vorrei saper trovare le parole giuste per ringraziarvi d'aver trasformato quella che credevo sarebbe stata una bella esperienza in un'esperienza indimenticabile.
Forse senza nemmeno accorgervene, siete riusciti a darmi tantissimo, e il mio bilancio si chiude con un formidabile attivo.
In questi quattro mesi, avete fatto di me, ciascuno a proprio modo, una persona migliore. A voi devo, in definitiva, anche la mia presenza su questo blog.
Ieri sera mi avete regalato un arrivederci semplicemente sensazionale: mai avrei neppure sognato una cena così spontanea, improvvisata ed eterogenea, e forse proprio per questo così gustosa. Il dopocena a giocare a pallate di neve appena deposta. Il tepore della grappa e dei sigari cubani. Il vostro omaggio, così speciale e così indovinato...testimonianza dell'affiatamento e dell'unione che si è creata tra noi.
E infine, i miei occhi svegli e lucidi di ricordi alle quattro del mattino nel letto, in cerca (?) di un breve riposo.
Continuerò a credere fermamente che non il Caso, ma il Destino abbia incrociato i fili delle notre vite tanti diverse in un nodo bizzarro come Louvain.
Louvain, questo posto che ora mi ammalia con una nevicata che accresce la mia malinconia. Malinconia per voi, miei compagni d'avventura, miei compagni di casa, miei colleghi d'università, che -senza eccezioni- mi avete testimoniato un affetto e una stima di cui cercherò sempre di essere all'altezza.
In ordine quasi casuale... Emanuele, Mauro, Federico, Chiara, Raffaella, Roberta, Simone, Rubens, Manuela, Matteo, Marco, Adriana, Francesco, Alex, Sabrina, Elise, Amanadine, Quentin, Laurent, Florence, David, Mourad, Celine, Ben, Benoite, Didier, Sandra, Nicholas, Robens, Christine, Tibault, Letitia, Silvia, Lucia, Andrea, Lorenzo, Tiziana, Giuseppe, Maurizio, Antonietta, Irene, Serena, Giuliana, Cinzia...
Sono certo di rincontrarvi, e per questo il mio saluto è un semplice e fiducioso
a presto.
Michele da Louvain La Neuve (o la Neige)
Ansia
Sono diventato ansioso, lo ammetto.
Da un anno a questa parte, forse due. E prima non lo ero mai stato, ed ero -anzi- fiero di non esserlo.
da che dipende ? Banalmente, dalla vita che faccio, dalle persone che mi stanno intorno, dagli avvenimenti che mi succedono...ma quale sfaccettatura della vita non dipende da queste tre cose ?
Essere ansiosi è brutto, bruttissimo...la sensazione di liberazione per aver sbrigato una faccenda "non ripaga del dolore" ...dell'attesa che la precede, dei dubbi insulsi.
Ci pensavo oggi mentre facevo la fila alla Posta, per spedire in Italia un pacco di libri, carte e articoli: un pacco che mi da' pensieri da poche settimane dopo il mio arrivo qui in Belgio, con intensità via via crescente con il passar del tempo...
Ci pensavo, dicevo, mentre guardavo la ragazza cinese che pagava a peso d'oro la spedizione di quattro fotografie "il più urgentemente possibile", la signora congolese che cercava disperata le carte inviategli dal Ministero, la scatola girevole dove il mio pacco sarebbe entrato a filo, la faccia dell'addetta allo sportello mentre lo pesava e con gli occhi invocava il suo fisioterapista protettore, mentre pagavo, ormai sollevato, la spedizione , e -infine- mentre uscivo, alleggerito del peso materiale, del peso psicologico e di una manciata di banconote...
W il filo del rasoio !
Michele da Louvain La Neuve
Hoax, bufale e affini
Qualche giorno fa ho parlato di hoax, seppure molto di sfuggita. Per uno strano caso della vita, oggi Rubens mi ha segnalato questo sito, che ho trovato molto divertente, utile e ben realizzato... confesso però che mi è dispiaciuto un po' scoprire che il discorso del sindaco di Contursi Terme è un falso, per giunta datato.
P.S. Fino ad oggi, nulla si dice sul filmato dell'elicottero Apache
Michele da Louvain La Neuve
Un cervello in fuga
"Fuga di cervelli" è una delle espressioni del linguaggio giornalistico che mi piacciono di meno...ad ogni modo, oggi è molto in voga in Italia, per i motivi ben noti a chi si occupa di ricerca pubblica.
In questo articolo si racconta di una "fuga di cervelli" al contrario, cioè di uno scienziato che torna dall'America in Italia, presso l'Università di Siena. Si tratta del prof. Antonio Giordano, persona di indubbio merito e valore. Del resto, basta leggerne il curriculum. Gli auguro vivamente di riuscire a fare altrettanto bene in Italia.
Certo, finchè notizie come queste appariranno sulla prima pagina del quotidiano più importante d'Italia, io continuerò a credere che ci siano fondate ragioni per preoccuparsi del futuro della ricerca in Italia...com'è quella storia del popolo che ha bisogno di eroi ?
Michele da Louvain La Neuve
Saluti e baci
Non mi piacciono gli addii. Intendo, quelli dove sono io ad andar via.
Anzi, diciamo che li odio. Eppure, devo riconoscere che mi riescono davvero bene.
Nel senso che mi rendo spesso conto che gli altri si interessano di più a me quando sto per andar via.
Forse, in alcuni casi, non quando sto per andar via, ma perchè sto per andar via.
Ma questo è un altro discorso...e probabilmente c'entra il mio attegiamento nell'imminenza della partenza...mah.
Michele da Louvain La Neuve
Riflettiamo-2
Poter guardare con gli occhi del cecchino, e ascoltare con le sue orecchie è una prerogativa (ben poco invidiabile, dire) dei nostri giorni. Ancora fino a pochi anni fa bisognava al più accontentarsi dei racconti dei superstiti, o magari solo degli effetti che le atrocità che tutte le guerre comportano avevano sui loro volti, sui loro caratteri, sui loro comportamenti (si pensi, ad esempio, alla storia del bombardiere Enola Gay). E invece oggi siamo anche noi sull'Apache, dividiamo col militare la cuffia da cui arrivano gli ordini, assistiamo da un punto di vista che somiglia a quello di un videogioco, ad un'azione militare tecnicamente perfetta, di quelle che piacciono agli Americani: quelle cominciate almeno ai tempi del prode generale Montgomery, del quale si lodavano le capacità strategiche quando ritornava vincitore dal campo dove aveva combattuto con quindici soldati per ciascun nemico...e oggi, in tempi in cui si sa quanto costi la manodopera, ai quarantacinque soldati necessari per far fuori tre presunti pericolosi ribelli, si sostituisce uno sfavillante elicottero dalla precisione quasi chirurgica.
Presunti ribelli...già, perchè di questi tempi fidarsi troppo dell'informazione può far male...magari scopriremo, tra qualche giorno, che si è trattato di un hoax, uno scherzo, come il celebre caso del gatto in bottiglia...e tireremo un (breve) sospiro di sollievo...per adesso, concludo segnalando l'indirizzo di un'organizzazione umanitaria che porta pazientemente il conto delle vittime tra i civili iracheni, basandosi su agenzie di stampa indipendenti. Buona lettura.
Michele da Louvain La Neuve
Riflettiamo
Non ho molta voglia di scrivere, ma dopo aver visto un video ripreso da un elicottero Apache in missione in Iraq, sento il bisogno morale di parlarne. Chi è interessato, ma vi avverto è come un pugno allo stomaco, può visitare il sito di www.peacereporter.net , il link diretto al video con la traduzione dei dialoghi è questo video Apache
Valentino
Giornata di feste
Questo post è una comunicazione strettamente privata, familiare...letteralmente.
Proseguire con la lettura significa accettare i rischi che un' escursione in un'altrui famiglia inevitabilmente comporta. Uomo avvisato...
Altro che Almanacco del giorno dopo: oggi festeggio ben due belle ricorrenze.
La prima è l'onomastico di Fabiana. Trovo che sia un nome bellissimo, e chi mi conosce sa quanta importanza abbia questo nome nella mia vita. Tanti Auguri, Faby!!!
La seconda ricorrenza è un avvenimento di assoluta straordinarietà: il 50° Anniversario di Matrimonio dei miei nonni Angela e Alberto. Credo che questo traguardo meriti ammirazione assoluta. Mezzo secolo insieme...e pensare che se avessero anticipato il matrimonio di 17 giorni, avrebbero festeggiato insieme alla RAI, e magari li invitavano in trasmissione. Fortuna che hanno aspettato...poi dicono il 17... :-)
E' mia personalissima impressione che la loro generazione dia molti punti alla nostra...persino i "fortunati" di allora hanno avuto una vita davvero complicata, e hanno spesso maturato una energia, una tenacia e una resistenza di fronte alle avversità veramente notevoli, e degne di stima e rispetto.
Sono molto contento che Dio gli abbia concesso di arrivare a questo traguardo in perfetta forma fisica e mentale, e non vedo l'ora di poter festeggiare dal vivo insieme a loro.
Non mi abbandonerò ulteriormente a sdolcinature varie...ma sia chiaro che sono commosso...AUGURI NONNI !!!
Michele da Louvain La Neuve
Perchè ?
Sabato pomeriggio, a Bruxelles , vedo in un negozio di scarpe da ginnastica alcune paia di Adidas con la suola marcata Goodyear.Ne ho cercato, invano, una foto su Internet per poter meglio condividere questa scoperta. Mi si creda sulla parola.
No comment.
Michele da Louvain La Neuve
Gioco
"Mangiato patate poco cotte". Questa frase, unitamente all'assoluta certezza di averla letta non più di tre mesi fa, e all'assoluta incertezza sulla sua fonte, mi ha tormentato per buona parte della serata di ieri...poi mi sono ricordato dove l'avevo letta !!!
Il motivo di questa reminiscenza? Ovviamente un piatto di tuberi che avrebbero meritato qualche altro minuto nella pentola prima di diventare la mia cena...
Lo scopo di questo post? Ovviamente -ma quasi mi vergogno a scriverlo- vedere chi, e in quanto tempo, è in grado di risalire all'origine della "citazione"...una specie di caccia al tesoro, insomma.
Michele da Louvain La Neuve
Un’altra voce
Salve chi vi scrive non è il solito Michele, ma un’altra voce di questo blog. Un paio di giorni fa ho cambiato il mio nick in chat con "the first one among the fallen", la maggior parte dei miei amici mi ha posto questa domanda: sei impazzito, sei diventato un satanista? Ovviamente ho risposto no, non mi è mai balzata in mente di aderire ad una setta, invece ho qualche dubbio sulla mia sanità mentale. Ma proprio il loro comportamento mi ha spinto a questa riflessione, la "gente" si ferma alle apparenze. Se non ricordo male lucifero (non sono un teologo) era il più bello, spendente………. insomma il migliore degli angeli di dio, e il suo nome ci ricorda che era il portatore di luce. Ma all'improvviso il creatore inizia a disinteressarsi degli angeli, poiché trova più interessante la sua ultima creazione l'uomo. Lucifero si sentiva abbandonato e tradito dalla sua unica ragione di vita e non si capacitava del perché gli angeli gli essere più vicini al creatore ora venissero “accantonati” per una "cosa" imperfetta. Quindi preso do uno stato di disperazione/sconforto/abbandono, decide di “giocarsi tutto” ribellandosi al suo creatore nel tentativo di riconquistarlo. Sapete come e andata a finire e il prezzo che ha pagando la stella del mattino. Proprio la figura di un lucifero che soffre per la perdita del suo amore, che è disposto o tutto pur di riconquistare l'amore perduto ha ispirato per il mio nuovo nick. Quindi lo prossima volta che noterete qualcosa di strano riflettette su tutti i possibili significati, prima di esporre un giudizio, e ricordatavi che il mondo non è ne nero ne bianco ma grigio.
Valentino
Università...
Visto che questo è stato definito un Blog Socialmente Utile, ritengo di fare cosa opportuna, e, per molti versi, doverosa dando pubblicità al comunicato del Coordinamento Ricercatori Senza Presa di Servizio, che così si esprime in merito al disegno di legge delega sul riordino dello stato giuridico dei professori universitari:
Prendendo atto delle norme di delega sullo stato giuridico dei professori
universitari
contenute nel DDL ministeriale, il Coordinamento Nazionale dei Ricercatori
SPS esprime seria
preoccupazione per le sorti della ricerca pubblica. Inquieta in particolar
modo la messa ad esaurimento
del ruolo del ricercatore universitario.
Nella posizione di ricercatori senza presa di servizio,o di recente immessi
in ruolo a seguito delle modifiche
introdotte nella Legge Finanziaria 2004, ci sentiamo di ribadire tutte le
ragioni che abbiamo espresso,
nei mesi scorsi, a favore dell'inquadramento stabile dei ricercatori nelle
istituzioni preposte alla ricerca del paese.
In particolare, non sottolineeremo mai abbastanza che la precarietà dei
ricercatori non favorisce
la circolazione internazionale delle idee. Viceversa, provoca il
trapianto di intelligenza altrove,
ove appunto esistano posizioni più stabili e remunerative, con un
inevitabile impoverimento di un intero
sistema che si appresta a pensionare entro il 2008 buona parte di coloro
che attualmente lo alimentano.
A nostro parere l' "offerta" che il Governo
propone ai giovani che
vogliono affacciarsi al mondo della ricerca appare quasi oltraggiosa: si
tratta di una posizione a tempo
determinato della durata di 5 anni, nella forma di Contratto di
Collaborazione
Coordinata e Continuativa (CoCoCo), con
una retribuzione che sarà dello stesso ordine di grandezza di quella
dell'attuale ricercatore universitario (1000
euro al mese). Certamente non è per sete di denaro che si intraprende una
carriera
nell'ambito della ricerca, e tuttavia
ci pare che il Governo intenda chiedere troppo al pur grande spirito di
sacrificio dei giovani ricercatori.
Nel progetto del Governo un giovane ricercatore passa dieci anni di
precariato frammentario
prima di accedere ad una posizione che dia un minimo di garanzie
economiche, ma anche istituzionali. Essere precari
significa non contare niente rispetto alla progettazione di una ricerca e
ritrovarsi impiegati all'interno di un progetto
con la gestione (spesso soffocante) di un modulo di lavoro. Fare ricerca
significa anche avere voce in capitolo quanto a scelta dell'ambito in cui
indagare, cosa impossibile in assenza di continuità e di garanzie
istituzionali circa la propria posizione.
Dalla precarietà dei ricercatori scaturisce automaticamente un precario
assetto della ricerca,
ovvero un'impossibilità di pianificazione a lungo termine e una generale
subalternità del sistema nazionale
rispetto ad altri più lungimiranti. La precarietà della ricerca, infatti,
porta alla distruzione del concetto
stesso di "scuola", che tanti frutti ha portato nel campo del sapere.
Per tutti questi motivi il Coordinamento Nazionale dei Ricercatori SPS
annuncia che si opporrà, con i mezzi opportuni
e in tutte le sedi, ad ogni provvedimento legislativo volto a precarizzare
il lavoro
di ricerca e si rende disponibile a discutere,
con tutti i soggetti interessati, delle modalità di riforma dello status
giuridico di coloro che operano nell'ambito della ricerca.
Non appartengo al Coordinamento, ma sono perfettamente d'accordo con i contenuti del comunicato.
Michele da Louvain La Neuve
Facciamo un po' di Letteratura...
Ho finito di leggere da pochi giorni un libro che mi è piaciuto moltissimo, e che, come tutti i libri che mi colpiscono, è stato capace di cambiare in un tempo relativamente breve il mio modo di osservare alcuni comportamenti.
Il libro in questione si chiama "Nati due volte", ed è di Giuseppe Pontiggia. Di questo autore -da poco scomparso- non ho letto molto altro, se non qualche articolo nei numeri domenicale de Il Sole 24 ore di una manciata di anni fa. Appartiene alla collana che Repubblica ha organizzato sulla letteratura del Novecento.
Ho fatto una selezione dei titoli editi in questa collana secondo un criterio strettamente personale: scartati quelli già in mio possesso, ho comprato quelli di cui mi colpiva la frase letta nello spot radiofonico.
Confesso che, nel caso del libro di Pontiggia, mi ero fatto, in questo modo, un'idea completamente diversa.
E invece, dopo poche pagine mi rendo conto che si tratta di un libro che affronta, in un modo che mai avevo incontrato, il problema dell'handicap giovanile.
Naturalmente non parlerò per nulla della trama, ma solo delle mie impressioni di lettore (illetterato, per giunta).
Il risvolto di copertina informa che parte della storia è basata sull'esperienza autobiografica dell'autore, e questo da' all'opera un'incisività e un realismo forse altrimenti ineguagliabili.
Quello che mi ha veramente affascinato, della scrittura di Pontiggia, è la capacità di dilatare e contrarre il tempo di capitolo in capitolo, di alternare prolessi e analessi fino a creare un'architettura che non descrive una storia nel suo dispiegarsi temporale, ma la compone nella mente del lettore con un gioco finissimo.
Così, interi anni sono raccontati in poche righe, e un singolo dialogo in molte pagine, arricchito e chiosato di battuta in battuta con le impressioni e i pensieri del protagonista, che disvela puntualmente tutto quello che in un dialogo è il "non-detto", il "non-mostrato", l'"appena-pensato".
Non sarà Joyce, ma l'effetto è strabiliante.
E nel contempo, Pontiggia racconta una vicenda senza alcun fronzolo, senza sentimentalismi, senza nemmeno indugiare sistematicamente nella vita del protagonista, di cui conosciamo spesso i "cosa" e i "come", ma molto raramente i "perchè", che restano ignoti -nella loro essenza- anche al protagonista stesso.
Io credo che nessuno si sia mai appassionato alla musica ascoltando le lezioni di Educazione Musicale alle medie, e credo che lo stesso avvenga per la letteratura...ma il mio inguaribile ottimismo mi fa dire che, se fossi il Ministro dell'Istruzione, imporrei a tutte gli studenti la lettura di questo libro...
Michele da Louvain La Neuve
Post ludico
Ho scaricato (in maniera del tutto LEGALE) una bellissima versione di un famoso gioco orientale, il MahJongg. Il programma in questione si chiama Moraff's MoreJongg 3D, e si distingue per la qualità riproduzioni delle tessere, per le musiche, gli effetti sonori, gli sfondi...tutte quelle cose, insomma, che non servono al vero giocatore di MahJongg (che in ogni caso inorridirebbe dinanzi a qualunque alternativa alle tessere lignee reali, peraltro con giusta ragione), ma che tanto piacciono agli amatori del genere.
Qualche anno fa, quando per giocare a Prince of Persia occorreva un computer desktop almeno da ufficio (mentre oggi basta un telefonino...sono già così vecchio ?... la cosa mi sconcerta!), avevo un giochino simile, nello spirito più che nella forma, e mi piaceva moltissimo.
Trovo che il MahJongg sia un passatempo meraviglioso, insieme rilassante e stimolante...una goduria, insomma.
Se mi chiedono: "quand'è che una persona è veramente saggia?" una delle risposte più carine che mi vengono in mente è: "quando gioca a MahJongg e vince tutte le partite."
Prima o poi comprerò un MahJongg vero, "in carne ed ossa". Promesso. Anche per sentire, finalmente dal vivo, quello che dicono sia il meraviglioso suono delle tessere di osso o di bambù.
Michele da Louvain La Neuve
Cronaca di una notte a Louvain
In maniera del tutto inaspettata, e inconsueta per i miei orari abituali, mi trovo a postare nelle prime ore di una notte; causa intervento urgente di supporto morale al povero Ema detto il Korna, che probabilmente trascorrerà la notte tra libri e tastiere. Situazione poco piacevole, ma purtroppo frequente di questi tempi a Louvain. A lui, e a tutti quelli che si trovano nella sua condizione, (eccetto gli anti-scaramantici, che sostengono che tale auspicio porti male..) va il mio personale e fortissimo "in bocca al lupo" !!!
Mentre a chi ha eroicamente raggiunto la fine della sessione va il mio plauso...
Di palo in frasca; mi scrive Matteo, mio compagno di casa, da poche ore rientrato in patria...le sue parole alimentano la mia nostalgia, che è forte da quando l´italiano é diventato, nel nostro kot, la lingua ufficiale solo dei miei monologhi allo specchio. Ciao Matteo, ci manchi un sacco !
Michele da Louvain La Neuve
Un momento di pausa
Mi aspetta all'incirca un'altra oretta di lavoro, poi la spesa, poi la casa e la cena.
Giornata piuttosto alienante, non c'è che dire.
Come mi sento quando sono alienato ? Semplice: lontano da tutto, dai piaceri, dai dispiaceri, dai miei stessi ricordi e pensieri...prevedendo il peggio, e approfittando di un'offerta in un negozio qui vicino, ho comprato, come antidoto, due CD...Collection di Tracy Chapman e Blue Train di John Coltrane. Il secondo - credo - sarà oggetto di accurato ascolto appena dopo cena. Questo dovrebbe riconciliarmi col mondo.
Ci sarà spazio anche per una partitella con l'ultimo gioco in Flash che mi ha inviato Rubens, che sembra molto divertente e ideale per scaricarsi un po'...
A proposito, Rubens si è autodefinito frequentatore assiduo di questo blog. Non so se in questi casi bisogna ringraziare...ad ogni modo, la cosa mi onora!
Michele da Louvain La Neuve
Promessa di povertà
Ho appena finito di compilare un modulo di autocertificazione, con il quale mi impegno, per l'anno a venire, a non guadagnare più di una somma ridicola per redditi di varia natura. Ogni anno, l'Università Italiana lo chiede a tutti i Dottorandi titolari di borsa di studio...indipendentemente da quante lenticchie abbiano mangiato a Capodanno.
Trattasi, ahimè, di autocertificazione veritiera, perchè temo che anche quest'anno -a parte eventuali vincite totocalcistiche- non avrò il tempo di cercare di sfatare questa grama auto-profezia...ai miei colleghi Dottorandi di tutt'Italia...tenete duro !!!! Per la Gloria, of course.
Michele da Louvain La Neuve
Dal weekend - 2
Sabato sera, in un pub, sento un amico nominare, coscientemente, il concetto di "eterogenesi dei fini". Non mi capitava -credo- da circa sette anni. Quell'amico si chiama Federico, e la cosa mi ha quasi commosso...
Michele da Louvain La Neuve
Dal weekend - 1
Certo io devo essere molto fortunato con la televisione...considerato che la vedo, in questo periodo, forse due ore a settimana : comunque, sabato pomeriggio guardo un po' raiuno e L'eredità di Amadeus. In pochi secondi succedono almeno tre cose esilaranti.
Una telepromozione (peraltro di una raffinata ditta francese di divani) recitata da una brunetta belloccia, ma con una cadenza napoletana veramente sgradevole (e lo dico da napoletano verace, seppure momentaneamente all'estero). Presumibilmente donna di doti nascoste.
Una concorrente che, alla domanda su chi fosse l'apostolo originariamente chiamato Simone, risponde con candore, contemporaneamente ricordando/salutando il buon sacerdote che l'ha maritata (con tanto di consorte che annuisce da una della poltrone di prima fila) : "Tommaso !", in prima battuta e "Giacomo." in seconda.
La terza cosa ? Beh, poco prima di rispondere alla domanda suddetta, la medesima concorrente, scorrendo l'elenco delle possibili risposte, e arrivata al turno di "Pietro", cita a memoria: "...tu sei Pietro, e su questa pietra scagl.. ehm ...fonderai la prima Chiesa". Meraviglioso.
Qualcuno penserà che sono troppo intransigente e che pecco di superbia: forse è vero, ma chi è senza peccato fondi la prima Chiesa...o la scagli, fate voi...
Fortunatamente un mio compagno di casa trova su un canale locale una puntata dei Simpson in francese, e poco dopo una gara di freccette, di cui mi illustra le regole. In fondo la televisione non è poi una cattiva invenzione !
Michele da Louvain La Neuve
Resoconto di fine giornata, parte II
ovvero
del perchè non conviene mai lamentarsi
per onorare l'istinto di sopravvivenza di cui in qualche post fa, tornato a casa mi preparo un pasto caldo, caldissimo, a base di fagioli e tonno; una maldestra chiusura di forno da parte di una mia compagna di casa scatena un sistema di complessi giochi meccanico-balistici il cui effetto è rovesciare il contenuto della padella direttamente sui miei pantaloni; per fortuna la massa incandescente mi prende di striscio (imbrattandomi completamente, of course) prima di finire in buona parte per terra. Risultato: calzoni e maglione da lavare, cena da rifare, fornello da pulire. Ripresomi da quest'ultima, spossante fatica, e conclusa la cena, mi metto a guardare un po' di televisione, sperando non so nemmeno io che cosa...sintonizzo su rai uno, e compaiono i Neri Per Caso, Milly Carlucci, Emilio Fede, e Totti che fa il benzinaio...dai neri per caso, in particolare, mi colpisce l'odore di formaldeide che emana anche attraverso lo schermo...sto per rotolare verso il letto, e un mio amico mi viene ad invitare ad una partitella a biliardo...questo premia inequivocabilmente l'ottimismo !
Michele da Louvain La Neuve
Resoconto di fine giornata
Già una giornata che comincia con la polvere di caffè che ti cade mentre avviti la macchinetta moka non è il massimo, ma se poi per strada ti accorgi di non aver portato la sciarpa, e fa persino freddo, l'atteggiamento più ottimistico diventa l'istinto di sopravvivenza.
Michele da Louvain La Neuve
In principio
Questo blog è nato essenzialmente per un capriccio. E in buona parte anche per colpa di Tommaso Labranca www.labranca.co.uk, che probabilmente nemmeno lo saprà mai. Siccome nessuno degli autori ambisce seriamente a che questo blog venga letto (il che non significa che la cosa non ci faccia piacere), NON faremo nessun post tipo discorso_di_insediamento, e -anzi - forse ci siamo già dilungati troppo....
Michele (ma Valentino e Bruno sono sicuramente d'accordo...)


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