Si parte !!!
Avviso ai naviganti: ci siamo più o meno trasferiti all'indirizzo:
http:\frasialterne.atwebpages.com
sito nuovo, piattaforma nuova, post nuovi ... ma sono benvenuti anche i vecchi amici ;-)
Michele e Valentino.
A portata di mano
Ci si stanca spesso, talvolta con accanimento, a cercare la propria gioia in luoghi remoti, in idee ambiziose fino all'utopia, in azioni ardite e audaci fino all'insolenza...con il fare di chi lancia l'omelette in alto un paio di metri, e aspetta di sentirsi un cuoco realizzato quando riesce a farla riatterrare dopo molti volteggi aerei diritta diritta nella padella. O come chi mette su un qualunque treno merci un pacco prezioso, abbandonandolo senza alcun accompagnamento. Senza prendersene cura.
Invece la nostra gioia, a vederla, è lì, a portata di mano. Non due metri sopra la padella (figuriamoci tre metri sopra il cielo...), non su un anonimo vagone. A portata di mano, eppure sfuggente e ironica, ci guarda beffarda mentre crolliamo affranti e sopraffatti a notte fonda. Quanto terribilmente patetici dobbiamo sembrarle....
Sfortunatamente, anche la nostra tristezza è a portata di mano...forse anche più vicina e inconsapevolmente raggiungibile. Ci montano il kit per la sua produzione poco dopo la "messa in strada". E finisce che la usi spesso, più spesso di quanto non sia fisiologico e in una certa maniera necessaria. Ma anche in questo caso spesso ci sottovalutiamo...e ne diamo il merito (la colpa) al carattere di chi ci sta attorno, al traffico metropolitano, al cambiamento climatico.
"Sono fluidi a vedersi c'è un piacere" (P. Panella)
Michele, da Napoli.
Questo post ha un gemello. Lo trovate qui, sul blog di Francesco, che ha voluto mantenere la tradizione di un post a quattro mani, o a due anime, in occasione dei nostri, purtroppo rari, incontri.
Datebase
Oggi è cominciata la fase operativa della (lenta) migrazione verso la nuova vita (second life :-) ) di questo blog...molta strada davanti...speriamo bene, e speriamo che il risultato valga l'impegno. Keep in touch.
Michele e Valentino, da Napoli.,
Stagioni
Ecco, è che io in realtà non sono nè mentalmente nè fisicamente pronto al fatto che sia di nuovo estate. E' stato un inverno incredibilmente lungo e rigido (e non solo climaticamente, intendo), eppure mi sembra che sia trascorso in un attimo. Ed eccomi di nuovo a sudare in pantaloncini, a pensare ai rimandi a settembre e agli esami di maturità...ma è come se non avessi ancora voglia di confrontarmi con un'altra estate...vorrei spazio e tempo, ordine e pulizia, e in molti aspetti della mia vita (a onor del vero e per fortuna, tutti tranne uno) non riesco a trovarli...questo (o ciò che c'è dietro) mi rende inquieto.
Nonostante ciò ho un desiderio netto, deciso e inconfondibile di staccare, fermarmi per un po' e di passare moltissimo tempo con pochissime persone. (al limite, tutto il mio tempo con una sola persona...)..che immense contraddizioni, e quanto ancora mi pesa accettarle...
Michele, da Napoli.
Emergenza rifiuti
Nulla di serio in questo post, a dispetto di quello che il titolo farebbe pensare, e di quello che forse sarebbe giusto dire, ma un divertente pezzo di cronaca vera...
...qualche giorno fa percorrevo Via Consalvo di buon mattino, in auto. In un tratto dove ci sono i soliti cassonetti a margine della strada, e un cortile rialzato di un paio di metri rispetto alla strada, sulla destra. Dall'alto del quale, proprio mentre affianco i cassonetti con la macchina, una signora sta flemmaticamente LANCIANDO ad uno ad uno dei sacchetti di spazzatura. Fortunatamente con una invidiabile mira, così da centrare -al volo- il cassonetto. Ma già mi immagino la scena del sacchetto che rimbalza sul bordo del cassonetto e carambola sconquassandosi sul tetto della mia macchina...come sarebbe stato giusto apostrofare l'ineffabile signora ?
Fortunatamente per una volta ho ecceduto nel pessimismo, e ho sottovalutato la mira della lanciatrice solitaria...peccato che il lancio del sacchetto non sia (ancora) disciplina olimpica...
Michele, da Napoli.
Mestieri antichi
Ho sentito la notizia per televisione...poi l'ho cercata un po' su internet, fino a trovarne una versione decente qui.
Mi tornano in mente i versi di una splendida canzone del mai abbastanza compianto Faber...
"...ai protettori delle battone,(Da "Il Testamento" di Fabrizio de André)
lascio un incarico da ragioniere
perchè provetti nel loro mestiere
rendano edotta la popolazione
ad ogni fine di settimana
sopra la rendita di una puttana..."
Michele, da Napoli.
Un libro
"Nel "Il signore delle mosche", un gruppo di ragazzi uccide brutalmente un maiale nella giungla.
Lo torturano e mettono la sua testa su un paletto affilato,
Sangue nero gocciola dai denti del maiale.
E i ragazzi scappano via.
In seguito, quando uno di loro rimane da solo, piange.
Ma non per il maiale.
Il ragazzo piange per la fine dell'innocenza e
Libro che da svariati anni vorrei leggere ma per mia pigrizia giace ancore in uno scaffale di una qualsiasi libreria della città.
Umanità interiore
"Il fatto è questo, il futuro non è cosi diverso dal passato o dal presente.
Ci sono guerra e pregiudizio, fame, povertà.
Fa schifo e se non bastasse probabilmente morirai prima del tempo.
Forse sembra che ci sia più dolore che nel passato o nel presente,
ma il senso di disperazione non è tanto la presenza della cattiveria,
quanto più il prodotto dell'assenza di speranza.
Quindi chi la trova. Chi trova amore e gioia e felicità deve tenerseli stretti.
Il piacere come il presente è fugace.
Il fatto è questo, per quanto la vita faccia schifo, per quanto la vita sia sbagliata,
incasinata, spudoratamente ingiusta, ciò che ti fa andare avanti è la speranza.
Speri che domani otterrai il lavoro di cui hai bisogno.
O che i tuoi figli smettano di pensare che sei un idiota e ritrovino la stima in te.
Che qualcuno da qualche parte voglia davvero fare del sesso con te.
Togli la speranza non resta niente.
Resta un tizio che ruba per fare soldi.
Il fatto e che senza la speranza non resta nulla.
Il fatto è questo ti rendi conto di ciò che hai solo quando stai per perderlo.
Allora ti disperi, lotti e ti aggrappi a qualcosa di cui poco prima non ti importava nulla.
Va cosi negli affare in amore nella vita.
Ma il fatto è che a volte non è giusto lottare.
Il fatto è questo il corpo umano può sopportare molti danni anche quando il spezzi il suo spirito.
Ma credo almeno sono arrivata a credere che in tutti sia rimasta la luce dell'umanità e perchè bruci di nuovo basta solo una scintilla.
Chi la trova. Chi trova amore e gioia e felicità deve tenerseli stretti.
Il piacere come il presente è fugace."
Valentino
Fiducia?
"Fiducia. E' su questo che si basa un rapporto. Be' è su questo che si basa la vita di ogni giorno... in tanti modi diversi.
Ti fidi che la gente non passi col rosso e ti investa sulle strisce. Ti fidi che chi ha autorità non abusi di quell'autorità. E a volte ti fidi che qualciìuno sia capace di fare quel che dice di saper fare.
Fiducia. La tua vita può dipendere dal fatto di credere alle parole di qualcuno o meno.
In un mondo che diventa sempre più cinico, è difficile confidare seneramente in un'altra persona. Sotto sotto, si è sempre preoccupati che quella persona ti pugnalei alle spalle.
Passiamo il tempo a cercare cose su cui possiamo contare. Soprattutto contiamo su noi stessi, poi vengono gli amici.... se siamo cosi fortuanti da averne. Abbiamo fiducia che intervengano quando la situazione ci sfugge di mano.
E poi ovviamente c'è la fiducia nel destino nella divina provvidenza, in qualche entità onnisciente che vegli su di noi e faccia si che le cose non vadano storte.
Ma la cosa su cui puoi contare più di ogni altra è che quando credi di avere le cose sotto controllo scopri che non potresti sbagliare di più"
Valentino
Sandman
"Quando dici molte parole, non sempre significano qualcosa,
o forse non significano nulla comunque, e noi pensiamo solo che vogliano dire qualcosa."
Delirio
"Quando il primo essere vivente è esistito, io stavo aspettando.
Quando l'ultima cosa vivente morirà, il mio lavoro sarà finito.
Metterò le sedie sul tavolo, spegnerò le luci e chiuderò l'universo dietro di me quando me ne andrò."
Death
"Non potrò più essere un angelo...
L'innocenza, una volta persa, non può essere riconquistata."
Lucifero
"Che potere avrebbe l'Inferno se coloro che sono imprigionati non potessero sognare il Paradiso?"
Sandman
"Qual è la parola per le cose che non sono sempre uguali a se stesse?
Esiste? Sono sicura che ce ne sia una."
"Cambiamento."
"Qual è la parola per indicare il momento preciso in cui hai dimenticato cosa si prova ad amare qualcuno che in passato hai amato profondamente?"
"Non esiste."
"Oh. Pensavo esistesse."
Delirio e Sandman
Valentino
Grandi pensieri...
E' qualche giorno che mi rimbalza in testa uno strano quesito...se sia prerogativa dei grandi uomini la capacità di appassionarsi da un'unica cosa per tutta la vita, ovvero quella di coltivare e saper gioire di più passioni diverse...
Ai bloggers l'ardua sentenza.
Michele, da Napoli.
Solidarietà
...in fondo si tratta pur sempre di un collega...
Michele, da Napoli.
Sfide
Uno dei pochi aspetti positivi degli orari malsani che scandiscono la mia vita in questo periodo è che può addirittura capitare di vedere in televisione – a cena - qualcosa di bello. Per esempio, una puntata di Sfide dedicata a Giles Villenueve, ventisei anni dopo la sua tragica scomparsa.
Una trasmissione equilibrata, poetica, con le musiche giuste, non un'intervista o un'opinione fuori posto. Una fedeltà rara al racconto delle emozioni. E confesso che a me vengono le lacrime agli occhi a rivedere Villenueve che guida durante il GP di Montreal del 1981 sotto la pioggia battente senza il muso e l'alettone anteriore. Ed il giornalista suggerisce che forse mentre sbandava ad ogni curva gli saranno tornate in mente le scorribande sulle slitte trainate dai cani della sua infanzia...
Forse è solo una fantasia del giornalista, ma che meraviglia questa presenza d'animo, in un momento in cui tutto quello che sai non serve a niente, eppure l'istinto ti guida verso imprese inimmaginabili...
Michele, da Napoli.
Notturno Domenicale
Avevo tempo, e non mi capitava da un po', e mi sono dedicato a mettere ordine. Ho riaperto -non senza fatica- certi cassetti che nemmeno ricordavo di aver riempito.
Tra tante cianfrusaglie ho ritrovato un tuo biglietto. Nove anni fa, giorno più giorno meno. Ne avevo un ricordo vivissimo, ma certo una prova materiale è una prova: un biglietto è qualcosa che puoi girarti tra le dita, guardare da sopra, da sotto, annusare persino.
La tua grafia inconfondibile. Eri il capo dell'equipaggio, e scrivevi al Capitano. Col tuo stile, essenziale e senza fronzoli. Nessuna frase sdolcinata copiata da qualche cioccolatino. Una data, una citazione. C'è la tua firma certo, ma non era necessaria a farti riconoscere.
Che lungo brivido a sfiorare il biglietto con le mani. E che tristezza a non poter alzare la cornetta, a non poter ricordare insieme, a non poter raccontare, a non poter ascoltarti.
Michele, da Napoli.
Spettacolare !!!
...Ovviamente non ho resistito alla tentazione di scrivere un instant post con il nuovo gioiellino che i miei splendidi amici mi hanno regalato per i 30 anni. Un apparecchio assolutamente DELIZIOSO !!! Vi ringrazio tutti di nuovo, che bello, che bello, che bello !!!
Michele, da Napoli.
quando uno è una persona importante...
oggi ho compiuto 30 anni, e il Venerdi di Repubblica
dedica un numero -con tanto di copertina-
alla mia nuova condizione :-)....
per non parlare di uno dei miei miti personali,
che addirittura ne ha fatto un libro...
Michele, da Napoli.
126
Torno verso casa in un pomeriggio qualsiasi...
in una stradaccia dell'hinterland,
in coda dietro ad una 126 Personal 4 color celeste,
che procede ad andatura incerta.
Ad un tratto due s@@@@@i
- a voler essere ottimisticamente filantropi -
affiancano la 126 su uno scooter d'ordinanza.
Il passeggero dello scooter impunemente si sporge
nella 126 e strofina furiosamente le mani sulla
testa dell'ignaro autista della 126.
Il quale peraltro è un innocuo vecchietto,
seppure certo non un asso del volante.
Poi lo scooter accelera e imbocca uno svincolo
qualunque. Vedo la 126 sbandare leggermente,
immagino lo spavento e l'agitazione del vecchietto,
mi monta una rabbia che ad averci un fucile avrei
sparato. Ma non potendo dare sfogo alla rabbia
mi accontento della compassione,
e scatto una foto alla tenera ancorché lenta 126.
Eccola.
Michele, da Napoli.
Gita al Metro...
In vita mia non ho mai incontrato una persona altrettanto
capace a rendere divertente un pomeriggio
al centro commerciale di mia sorella Annachiara...
passione nella ricerca, lucidità nella scelta,
leggerezza nell'esplorazione.
Un portento !!!
Michele, da Napoli.
Renato Super Eroe
A proposito di cervelli in fuga: il mio amico
conterraneo con tipico ingegno partenopeo
individua e neutralizza, in un tranquillo pomeriggio,
un bancomat taroccato che avrà fatto
piangere diverse centinaia di milanesi...
i giornali nemmeno ne parlano...
..gliela diamo una bella medaglia al valore ?
Michele, da Napoli.
Ecco qualcosa di VERAMENTE geniale
qualunque commento è superfluo.
Michele, da Napoli
Attenti a quei tre
- l'Ingenuo
- il Disattento
- il Permaloso
Pericolosissimi specialmente quando si aggirano insieme.
Michele, da Napoli.
W Mentana
Puntata di Matrix del 26 u.s., sull'onda della psicosi-mozzarella (come dire... tutta la storia sa un po' di bufala...): intervengono ospiti in trasmissione alcuni personaggi "non famosi" a discettare sulla questione.
- Alfredo Mazza, medico e ricercatore: 37 anni, uno degli autori del molto discusso studio apparso su Lancet qualche anno fa, in cui si definiva il cosiddetto "Triangolo della morte", ove si riscontrava un picco anomalo dei tassi di mortalità tumorale. Questione serissima e della quale purtroppo ho avuto anche esperienza piuttosto diretta, ma a mio modestissimo parere indipendente dall'eventuale contaminazione da diossina del latte di bufala. Allora che ci fa uno così in trasmissione ? Basta sopravvivere ad un'oretta di disquisizioni catttefratiche per scoprirlo, quando a proposito del legame tra società civile e politica, sbotta lamntendosi che nessun partito gli abbia offero una candidatura, nonostante due lauree una specializzazione, un dottorato di ricerca, un master all'estero ed un'invidiabile attività medico-scientifica.
- Enrico Parente, sindaco di Grazzanise: Ineffabile. Chiama tutti "colleghi" perchè evidentemente non riesce a memorizzare i cognomi, minimizza sistematiamente con tono da sceneggiata sulla "povera Campania, tanto bella e sfortunata", agita di tanto in tanto un foglio scritto a penna a caratteri molto grandi con dati a suo dire illuminanti (ma il mio sonno ha prevalso sul desiderio di illuminazione, confesso...). Insomma, ci manca poco che addenti una mozzarella in piena trasmissione, accompagandosi con una versione di "Lacrime Napulitane" per mandolino solo.
- Francesco Nuzzo, sindaco di Castelvolturno: magistrato prestato alla politica, retorica sapientemente sofferta e sempre altisonante. A tratti nonostante tutto patetico, e sostanzialmente inconcludente.
- Silvio Borrello:direttore del dipartimento per la sicurezza alimentare del Ministero della Salute. é uno di quelli che sono stati ridicolizzati da una recente puntata di report. In un contesto meno aggressivo sembra non così male, sebbene rimnga fondamentalmente un burocrate, il cui unico obiettivo è che le carte siano al loro posto col giusto numero di protocollo.
Una combriccola così potrebbe tener banco per giorni interi, appassionandoti indefinitamente...se non fossero le due del mattino... Che bouquet ! Lode a Mentana, genio del giornalismo televisivo.
Michele, da Napoli.
Investimenti
La società cui ho affidato una cifra che definirei assai modesta se non si trattasse dei miei sudati risparmi mi si è dichiarata a mezzo lettera "lieta nel comunicarmi" che, dopo il primo semestre di gestione, non ho guadanato assolutamente nulla. A ben guardare, spulciando tra le cifre, ho capito il motivo che presumo li abbia portati a definire "lieta" la circostanza: il valore della mia cedola si è in realtà ridotto dell'1,30 % circa, mentre quello nominale, ossia da considerarsi per il prosieguo dell'investimento, no.
E pensare che io, diffidente quale sono, pensavo che i motivi per essere "lieti" ce li avessero solo loro !!!
Michele, da Napoli.
Epifanie
La contemplazione dell'inaspettatamente grande e dell'inaspettatamente piccolo suscita un meraviglioso stupore ed uno sconfinato senso di armonia. Raggiungere una vetta molto alta, e guardare insieme il cielo così grande e il paesino nella valle così piccolo.
Inaspettatamente grande come la bontà disinteressata della domestica del vicino di casa: una donnina piccola ed energica, che da giovane scandiva inesorabile l'arrivo delle 8,15 con il suo arrivo a lavoro ed ora meno giovane si antiièa sempre un po' di più. Senza sapere nulla di me se non quello che può scopririsi in dieci anni e più di incontri e fugaci saluti, in un giorno di pioggia incessante, protetta solo da una microscopica busta di plastica si attarda a chiudere il cancello al mio posto dopo che sono uscito con la macchina dal cortile. Pensando magari che io stia andando verso chissà quali importanti impegni.
Qualche ora dopo l'inaspettatamente piccola prospettiva di una frase, dove una mano magica misteriosamente scambia oggetto e soggetto, causa ed effetto, possesso e appartenenza, bisogno e amicizia. Ricordandoti che in fondo non siamo che delle nullità.
Michele, da Napoli.
Un po' per Caki e un po' per me...e per l'Inviolato, sperando che non ne abbia bisogno
...
E poi la sofferenza che ti rende cieco
nelle cadute c'è il perché della Sua Assenza
le nuvole non possono annientare il Sole
e lo sapeva bene Paganini
che il diavolo è mancino e subdolo
e suona il violino....
(Franco Battiato, Lode all'Inviolato)
Michele, da Frosinone.
On the Boat Again
Eccomi di nuovo qui.
E molto altro avrei da aggiungere. Posso assicurare di avere vuto fondati motivi per abbandonare questa nave ad un lungo periodo di deriva...
...più di tre mesi mentre il capitano (Achab ?) ne vedeva di tutti i colori sulla terraferma, frequentando ora una taverna, ora un ospedale, ora un ospite amico, ora un cimitero, ora semplicemente una stanza immensamente vuota, a contemplare il suo stesso silenzio. Ora che i suoi passi rimbombano sul ponte, un brivido nuovo gli percorre la schiena, chè questi passi non sono quelli di prima, non sono i suoi passi e basta...hanno l'intensità del sorriso di Pelos, improvvisamente divorato dalla Balena, hanno la pesantezza della sua mancanza. Non c'è vendetta possibile, forse non c'è nemmeno consolazione, e quindi è vano cercarle...solo tante onde ancora da solcare, pagine di diario da riempire, e poche cime sottili a trattenere la nave e il molo in un irreale equilibrio.
Michele, da Napoli.
Raro esempio di instant-post
Sto casualmente guardando una puntata del Maurizio Costanzo Show. C'è un tizio precario, che non ho sentito parlare ma credo, dall'aspetto, che sia un aspirante ricercatore che si lamenta delle difficoltà della vita da precario, della fuga dei cervelli, dei bamboccioni et cetera. Ho sentito invece il commento successivo, da parte di Versace-il-fratello, che "con un lungo giro di parole" gli ha fatto capire che se faceva il sarto o il modellista era meglio: si sistemava prima e guadagnava anche di più. Un capolavoro di psicologia diplomatica. Qualcuno dovrebbe fare presente al dotto opinionista che anche nel settore della pastorizia c'è oggidì qualche prospettiva occupazionale e che magari un pensierino potrebbe farcelo...
Gli chiedono se può dare qualche informazione praticamente utile ad un aspirante sarto o modellista, visto che ne straparla a sproposito da un quarto d'ora. Farfuglia. Non ricorda.
Un ignoto pagnoncelli sondaggista dimostra inequivocabilmente che i giovani sono contemporaneamente demotivati e ambiziosi, freddi e emotivi, comunicativi e asociali. A pensarci bene anche in agricoltura ci sarebbe ancora qualche spazio...
Vado a nanna.
Michele, da Napoli.
Nomination per il premio Scania 2007
Questo mese ho percorso in auto un po' più di 5200 chilometri. Ad una velocità media di 44 km/h, stando al computerino di bordo. Il che vuol dire 120 ore di viaggio complessive, ossia 4 al giorno.
Poteva andare peggio ? Si, ma poteva anche andar meglio. E' andata così.
Michele, da Napoli.
Stranezze
Quanto tempo devoluto al dovere ! Obblighi sociali, di ruolo, logistici, accidenti vari. Quante rinunce al volere, e non parliamo del piacere !
Che paradosso: ore e ore in macchina e pochi minuti per gli amici, per i familiari, per distrarsi e rilassarsi. E' uno di quei tanti fenomeni che osservo e che non so spiegare a fondo. eppure stanno lì, accadono.
E ovviamente, se io a stento me ne faccio una ragione, è arduo pretendere o auspicare che il resto del mondo, seppure se ne accorge, capisca quanto la situazione sia complicata...
MIchele, da Napoli.
Mutos
Da un'intervista radiofonica a Vinicio Capossela:
"La cicala, dopo aver tirato avanti indolente tutta l'estate, la primavera e anche l'autunno, una volta arrivato l'inverno, con i lunghi arti ghiacciati, si presentò dalla formica chiedendo qualcosa da mangiare. Quando la formica indispettita le chiese perché non avesse cibo, la povera rispose: "Ho cantato tutta l'estate". "Ah sì - sentenziò allora la formica - se prima hai cantato, adesso balla!". Ciò che fa riflettere in questa favola è la spietatezza della formica..."
Manco a farlo apposta, il giorno successivo a quello in cui mi sono imbattuto in questo frammento di intervista (spinto dal ricordo di averla ascoltata qualche tempo prima), mi trovo a sentir di nuovo parlare della storia della cicala e della formica. "Fabula docet" che l'impegno quotidiano della formica viene premiato con la sopravvivenza all'inverno. Ovviamente, chi ne ha sentito/letto la versione di Capossela non può che rimanere atterrito dal cinismo della formica, che ci immaginiamo pronunciare la sua ultima battuta nell'attimo esatto in cui sbatte la porta della sua tana-formicaio. Ma non è solo questo il punto.
Si parla di impegno, l'impegno della formica, la formica laboriosa. E nella mia mente a queste parole ne fa eco un'altra, ed è un'eco che prima mi sembra del tutto naturale, e poi completamente stonata: responsabilità.
Michele, da Napoli.
Some days in the life

Un secondo dopo pensavo a che mestiere difficile sia la vita....
Michele, da Napoli.
Ragazzo mio - L. Tenco
Ragazzo mio, un giorno ti diranno che tuo padre
aveva per la testa grandi idee, ma in fondo, poi....
non ha concluso niente
non devi credere, no, vogliono far di te
un uomo piccolo, una barca senza vela
Ma tu non credere,no, che appena s'alza il mare
gli uomini senza idee, per primi vanno a fondo
Ragazzo mio...un giorno i tuoi amici ti diranno
che basterà trovare un grande amore
e poi voltar le spalle a tutto il mondo
no, no, non credere,no, non metterti a sognare
lontane isole che non esistono
non devi credere,ma se vuoi amare l'amore
tu,...non gli chiedere quello che non può dare
Ragazzo mio, un giorno sentirai dir dalla gente
che al mondo stanno bene solo quelli che passano la vita a non far niente
no,no,non credere no,
non essere anche tu un acchiappanuvole che sogna di arrivare
non devi credere, no, no, no non invidiare
chi vive lottando invano col mondo di domani
Per Erika, da Michele.
Stranezze di Google
Sapete (ma a chi sto parlando ?), per me che sono tendenzialmente caffeinomane, e certo un estimatore del genere, è abbastanza piacevole scoprire che il mio blog si piazza al secondo posto di Google quando si cerca
'flash di caffè o caffettiera'
Un po' meno comprensibile, e -lo confesso- anche meno piacevole è apprendere che il nostro blog si piazza bene anche quando si cerca:
'commenti sulle toelettature autunnali dei cani',
ma credo che più che della mia cinofilia (che è notoriamente nulla), sia colpa del fatto che mi piacciono le parole difficili...
Michele, da Napoli.
L'uccelletto (Trilussa)
Era d'Agosto e il povero uccelletto
Ferito dallo sparo di un moschetto
Andò per riparare l'ala offesa,
a finire all'interno di una chiesa.
Dalla tendina del confessionale
Il parroco intravvide l'animale
Mentre i fedeli stavano a sedere
Recitando sommessi le preghiere.
Una donna che vide l'uccelletto
Lo prese e se lo mise dentro il petto.
Ad un tratto si sentì un pigolio
Pio pio, pio pio, pio pio.
Qualcuno rise a sto cantar d'uccelli
E il parroco, seccato urlò: "Fratelli!
Chi ha l'uccello mi faccia il favore
Di lasciare la casa del Signore!"
I maschi un po' sorpresi a tal parole
Lenti e perplessi alzarono le suole,
ma il parroco lasciò il confessionale
e: "Fermi - disse - mi sono espresso male!
Tornate indietro e statemi a sentire,
solo chi ha preso l'uccello deve uscire!"
a testa bassa e la corona in mano,
le donne tutte usciron pian piano.
Ma mentre andavan fuori gridò il prete:
"Ma dove andate, stolte che voi siete!
Restate qui, che ognuno ascolti e sieda,
io mi rivolgo a chi l'ha preso in chiesa!"
Ubbidienti in quello stesso istante
le monache si alzarono tutte quante
e con il volto invaso dal rossore
lasciarono la casa del Signore.
"Per tutti i santi - gridò il prete -
sorelle rientrate e state quiete.
Convien finire, fratelli peccatori,
l'equivoco e la serie degli errori:
esca solo chi è così villano
da stare in chiesa con l'uccello in mano.
Ben celata in un angolo appartato
Una ragazza col suo fidanzato,
in una cappelletta laterale,
ci mancò poco si sentisse male
e con il volto di un pallore smorto
disse: "Che ti dicevo? Se n'è accorto!"
Fiducia (dalla Genesi)
"
In quei giorni, disse il Signore:
«Il grido contro Sodoma e Gomorra è troppo grande e il loro peccato è molto grave. Voglio scendere a vedere se proprio hanno fatto tutto il male di cui è giunto il grido fino a me; lo voglio sapere!».
Allora Abramo gli si avvicinò e gli disse:
«Davvero sterminerai il giusto con l’empio? Forse vi sono cinquanta giusti nella città: davvero li vuoi sopprimere? E non perdonerai a quel luogo per riguardo ai cinquanta giusti che vi si trovano? Lungi da te il far morire il giusto con l’empio, così che il giusto sia trattato come l’empio; lungi da te! Forse il giudice di tutta la terra non praticherà la giustizia?».
Rispose il Signore:
«Se a Sodoma troverò cinquanta giusti nell’ambito della città, per riguardo a loro perdonerò a tutta la città».
Abramo riprese e disse:
«Vedi come ardisco parlare al mio Signore, io che sono polvere e cenere... Forse ai
cinquanta giusti ne mancheranno cinque; per questi cinque distruggerai tutta la città?».
Rispose:
«Non la distruggerò, se ve ne trovo quarantacinque».
Abramo riprese ancora a parlargli e disse:
«Forse là se ne troveranno quaranta».
Rispose:
«Non lo farò, per riguardo a quei quaranta».
Riprese:
«Non si adiri il mio Signore, se parlo ancora: forse là se ne troveranno trenta».
Rispose:
«Non lo farò, se ve ne troverò trenta».
Riprese:
«Vedi come ardisco parlare al mio Signore! Forse là se ne
troveranno venti».
Rispose:
«Non la distruggerò per riguardo a quei venti».
Riprese:
«Non si adiri il mio Signore, se parlo
ancora una volta sola; forse là se ne troveranno dieci».
Rispose:
«Non la distruggerò per riguardo a quei dieci».
"
Michele, da Napoli.
Autenticità
Finalmente avevo trovato il finto-iPod che faceva al caso mio.

Quasi indistinguibile da quello vero, forse appena più spesso e certo senza la mitica rotellina, però:
- in una confezione spiritosamente civettuola, scimmiottante e incredibilmente curata (vedi foto)
- con la possibilità di vedere seppure in formato francobollo filmati in mp4 (quello vero non lo fa)
- con la radio e il registratore vocali incorporati (quello vero non ce li ha)
- un pratico cavo USB2 che oltre a collegarlo al computer (facendolo funzionare come una memoria flash) e a ricaricarlo, si trasforma all'occorrenza in caricabatterie domestico (senza comprare accessori come si sarebbe fatto con quello originale)
- ad un prezzo che è meno della metà di quello vero.
Insomma, non ho resistito e l'ho comprato.
Ne ho subìto l'aria "posso ma non vorrei" rispetto all'equivalente Apple, la genuinità kitch del "copiare variando" (se posso permettermi, in meglio). E ad un istante ho visualizzato le movenze degli iPodisti radical chic che di tanto in tanto si incontrano per la strada. E ho deciso. Doveva essere mio.
Tornato a casa, ho aperto l'imballo, ben fatto anche dentro, e l'ho messo in funzione.


Ma fa tutto quello che c'è scritto sulla scatola, e qualcosa in più, tipo la riproduzione a velocità variabile...e Tetris e Sudoku...
Timetable
Un amico fraterno, che indicheremo nel seguito con l'acronimo RVR, è andato a Milano per un prestigioso Master. Questo evento gli ha -giustamente- cambiato la vita...è diventato un vero e proprio "uomo di libertà"...pretende puntualità dagli amici, e chiama preoccupato se questi tardano anche di pochi minuti, disprezza il nostro sud di pizze e mandolini, e vaneggia un'ideale di efficienza algida...
Ha pianificato perfettamente i suoi orari per andare a seguire i corsi del Master, perfettamente...:
7,15 Sveglia con caffettiera elettronica programmabile. Aroma di caffè appena fatto nell'aria.
7,20 Primo caffè mattutino. Pensieri positivi.
7,20-7,30 Ginnastica libera. Spalle Pettorali Bicipiti Addominali. Musica Rock anni 80 per darsi la carica.
7,30-7,45 Doccia defatigante/tonificante. Toelettatura Completa. Abbondante aspersione con deodorante.
7,45-8,00 Vestizione con accurata verifica tintometrica.
8,00-8,15 Colazione con rassegna di telegiornali.
8,15-8,30 Passeggio a passo rapido destinazione Bocconi. iPod con Musica Classica. Per darsi un tono ed entrare in aula con aria interessante.
8,30 Ingresso in aula con aria interessante
Ma i geni non mentono...ecco come è andata la sua prima settimana...
Primo giorno:
7,15 Sveglia con caffettiera elettronica programmabile. Aroma di caffè appena fatto nell'aria.
7,20 Primo caffè mattutino. Pensieri positivi.
7,20-7,30 Ginnastica libera. Spalle Pettorali Bicipiti Addominali. Musica Rock anni 80 per darsi la carica.
7,30-7,45 Doccia defatigante/tonificante. Toelettatura Completa. Abbondante aspersione con deodorante.
7,45-8,00 Vestizione con accurata verifica tintometrica.
8,00-8,15 Colazione e rassegna di telegiornali.
8,15-8,30 Passeggio a passo rapido destinazione Bocconi. iPod con Musica Classica. Per darsi un tono ed entrare in aula con aria interessante.
8,30 Ingresso in aula con aria interessante
Secondo giorno:
7,15 Sveglia con caffettiera elettronica programmabile. Aroma di caffè fresco fatto nell'aria. Perchè non restare altri 5 minuti a letto ?
7,25 Primo caffè mattutino. Pensieri quasi-positivi. Madonna che nebbia!
7,25-7,30 Ginnastica libera. Spalle Pettorali Bicipiti. Gli Addominali domani, tanto l'estate è lontana. Musica Rock anni 80 per darsi la carica.
7,30-7,45 Doccia defatigante/tonificante. Toelettatura quasi completa. Più abbondante aspersione con deodorante.
7,45-8,00 Vestizione con verifica tintometrica.
8,00-8,18 Colazione e rassegna di telegiornali e cartoni animati.
8,18-8,30 Camminata a passo molto rapido destinazione Bocconi. iPod a casa per la fretta di non far tardi.
8,30 Ingresso in aula con lieve fiatone.
Terzo giorno:
7,15 Sveglia con caffettiera elettronica programmabile. Aroma di caffè fresco fatto nell'aria. Perchè non restare altri 10 minuti a letto a vedere due cartoni animati ?
7,35 Primo caffè mattutino. Pensieri. Madonna che nebbia!
7,35-7,40 Inizio di ginnastica libera. Tanto l'estate è lontana. Cartoni animati anni 80 per darsi la carica.
7,40-7,55 Doccia. Toelettatura quasi completa. Abbondantissima aspersione con deodorante.
7,55-8,10 Vestizione con verifica tintometrica. Cartoni animati
8,10-8,18 Salto della colazione in vista di un coffee break bocconiano. Rassegna cartoni animati.
8,18-8,30 Camminata a passo molto rapido destinazione Bocconi. iPod dimenticato a casa nella fretta di non far tardi.
8,30 Ingresso in aula con fiatone e languore intestinale. Ma puntuale per la lezione.
Quarto giorno:
7,15-7,45 Ma cos'è che mi sembra di aver dimenticato di fare ieri sera...Marò! Non ho programmato la sveglia con caffettiera elettronica programmabile. Ma se mi catapulto dal letto faccio ancora in tempo a farmi una tazzina...
7,50 Primo caffè mattutino. Assenza di pensieri. Madonna che nebbia!
7,50-7,55 Ma che vuoi fare ginnastica che già sto in ritardo, vabbè mentre mi lavo i denti con la destra sollevo il peso con la sinistra e domani cambio lato. Tanto l'estate è lontana. Cartoni animati anni 80 perchè quelli di oggi sono troppo fessi.
7,55-8,05 Doccia rapida con colazione incorporata. Toelettatura a macchia di leopardo. Immersione nel deodorante.
8,05-8,15 Selezione pseudo casuale dei vestiti. Cartoni animati
8,15-8,20 Vabbè ce la posso ancora fare, mò mi porto l'iPod, ma dove ca@@o sta...eccolo! Pila scarica ! Acc...
8,20-8,32 Camminata ad andatura di trotto destinazione Bocconi. Annodamento di un orecchio nel filo dell'iPod nel tentativo di infilare le cuffie.
8,32 Ingresso in aula con fiatone, languore intestinale e orecchio annodato con l'iPod. Ritardo tollerabile per la lezione
Quinto giorno:
7,55 Sveglia affidata al caso, causa esaurimento della scorta di caffè di Melito di Napoli. Pensieri raggelanti di caffè al bar sotto casa.
8,00 Madonna che nebbia!
8,00-8,10 L'igiene è più importante del fitness, e poi se non alleno il destro non fa niente tanto è sempre un po' più forte del sinistro, e l'estate è lontana. Bella 'sta puntata di cartoni animati anni 80
8,10-8,15 Selezione totalmente casuale di alcuni vestiti. Toelettatura minimale. E' finito il deodorante.
8,15-8,20 Endovena di caffè milanese al bar sotto casa. Orgoglioso sguardo di sfida del barista. Cartoni animati al televisore del bar
8,20-8,25 COnati di vomito post-caffè-milanese nel bagno del bar. Accidentalmente cade l'iPod nel water...e ovviamente l'iPod NON è impermeabile.
8,25-8,35 Corsa a passo di mezzofondo destinazione Bocconi. Fotografia di un Autovelox.
8,35 Ingresso in aula con fiatone, languore intestinale e prosieguo di conati. Ritardo tollerato con difficoltà e compassione. Appunto del docente: "RVR, la prossima volta - se le è possibile- si ricordi di togliersi il pigiama prima di vestirsi !"
Michele, da Napoli.
Stamattina
...quando sono uscito non sembrava mattina, il cielo era cupo e grigio...ho sperato (invano) in un bell'acquazzone...perchè in fondo sono ancora sensibile al sublime.
Pensando a quel capitolo del mio libro immaginario in cui si scrive del legame tra pioggia e canzone d'autore, mi è venuta in mente questa canzone, ed è venuta in mente anche alla mia autoradio...e siccome non mi è mai capitato di postarla sul blog, credo che sia arrivato il momento, anche se non è novembre, e anche se tante altre cose...
Un'ultima nota: se fossi un insegnante di Lettere, la farei studiare attentamente ai miei discenti.
Pioggia di Novembre (Vinicio Capossela)
E se, e ma
mi pare sarà
eppure non piove e nuvole
non ne vedo di qua
è una striscia di cielo
non diversa da prima
solo freddo d'autunno
e bianco color di farina
guardo sopra al sesto piano
una goccia e poi l'altra si spiaccica in faccia
fa un rumore di sveglia
che tintinna sul ferro
di una gronda lontana
e viene la pioggia a lavare
le macchine in fila
gli allarmi strillare
e bagna le aiuole spellate
le multe stracciate
il cielo dei bar
sulla strada di pietra segnata
come panforte di tagli e binari
piove sulle varesine e gira gira
la giostra senza fine
cade sopra i tram che passano lenti
di ferro e di legno pazienti
con un occhio solo
buoni da guardare
dinosauri in fila ad asciugare
piove sui pensieri dietro ai fanali
delle tangenziali
e bagna nei cortili i gerani
le nere ringhiere
le lingue straniere
i viados di Gioia
la casba di Buenos Aires
le edicole accese
le borse e le spese
piove sulle campane
delle pievi romane
sulle grazie sui ceri
sui voti e sui desideri
cade sopra i piedi dei bambini
che ci sono ma non li vedi
sugli ortomercati
dentro i fabbricati
sopra le collette di spicci e sigarette
su uomini e su cani
e piove sulle urla dei villani
sul cimitero monumentale
sugli attacchini sugli spazzini
sulle chiese dei filippini
sui tavolini dei baracchini
sui gatti tristi dentro i cortili
sulle collane degli abusivi
sul padiglione degli infettivi
sopra i germani dentro i navigli
sui treni caldi dei pendolari
sopra i silenzi dei tassinari
sulle africane per mezzo ai viali
sopra i parenti negli ospedali
e piove stasera anche sul chiuso della galera
e venga la pioggia a Novembre
a lavarmi i pensieri dal fango e dal mal.
Michele, da Napoli.







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